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La strada per il Monte Gelbison è un inferno, Taddeo: «A serio rischio la nostra incolumità»⎮VIDEO

di Marco Santangelo

La strada che porta ad uno dei centri nevralgici del turismo cilentano riversa in condizioni sempre più degradanti. Ogni anno, infatti, numerosi turisti intraprendono la via Monte Gelbison per raggiungere la vetta più alta del Cilento per due motivi principali: ammirare il santuario della Madonna e affacciarsi ad uno dei migliori punti d’osservazione su tutto il territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. 

 Eppure, il percorso per raggiungere questo paradiso è paradossalmente un inferno. Le strada, in più punti, è dissestate da dossi e avvallamenti. Il pericolo, inoltre, aumenta vertiginosamente nei periodi in cui le piogge sono mediamente abbondanti; le buche si riempiono di acqua e fango, lo scorrimento delle acque non solo non riesce a distribuirsi ma si trascina dietro fogliame, pietrisco, rami e pietre occupando l’intera carreggiata. Intraprendere la via Monte Gelbison, dunque, diventa particolarmente pericoloso nelle giornate di maltempo, mettendo in primo luogo a rischio l’incolumità di chi si ritrova a percorrerla e scoraggiando drasticamente il turismo. Salvaguardia e promozione sembrano infatti due termini estranei a quest’area così importante per il Cilento. A documentare la comune routine di una giornata di pioggia in questa zona è Daniele Taddeo, proprietario di una nota attività sulla strada per il Monte Sacro. Daniele ha infatti pubblicato un video dal quale è possibile osservare le spaventose condizioni in cui si presenta il tratto stradale: allagato, instabile, scivoloso e pregnante di fango e pietre. 

 «Anche questo è il Cilento – scrive con sottile ironia Daniele Taddeo -. Chissà se arriverà un po’ di asfalto dopo il 4 marzo. Intanto lo staff del mio ristorante e i nostri clienti – spiega – percorreranno questo tratto di strada». 

Le immagini sono alquanto raccapriccianti, e il fatto che la situazione sia così da anni dimostra uno stallo delle istituzioni di fronte a quello che dovrebbe essere uno dei principali problemi da risolvere per la sicurezza e la promozione del Cilento. 

«Da ristoratore – ci racconta Taddeo – credo che le piccole attività commerciali devono essere sempre tutelate in quanto recano un servizio alla collettività. Da cilentano credo che la strada del Sacro Monte sia patrimonio del nostro amato Cilento. Io vorrei il ripristino celere della strada per la mia incolumità – esclama -, quella del mio staff e dei miei clienti. Protocollai al Comune di Novi Velia e alla comunità montana il disagio, ma niente. Inoltre – aggiunge in conclusione – è da una settimana che non ho linea perché gli alberi hanno tranciato i fili». 

La scarsa cura e contenimento della fitta vegetazione ai lati della strada, infatti, è un altro dei problemi che attanaglia la via per il Monte e  assieme al dissesto stradale dà luogo ad un binomio di degrado e pericolo non di poco conto.

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