«La Yele non può essere prorogata», consiglio di amministrazione pronto per essere sciolto

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«La Yele non può essere prorogata», consiglio di amministrazione pronto per essere sciolto

E’ chiaro il verbale dell’incontro tra il commissario liquidatore della società Yele che si occupa della raccolta rifiuti in trenta comuni del Cilento e i suoi 260 operai che ora rischiano il posto di lavoro. «La Yele non può essere prorogata». Il consiglio di amministrazione sarà sciolto entro il 31 di dicembre e la società si avvia verso una gestione provvisoria. Questo è quanto ribadito dal commissario liquidatore Giuseppe Vitale durante l’incontro che si è tenuto ieri, giovedì, a Vallo Scalo. «Il commissario – si legge nel verbale della riunione – dichiara di non poter agire che nel rispetto del dettato normativo, e dell’incarico conferitogli ovvero di procedere, quale soggetto liquidatore all’accertamento delle situazioni debitori e creditorie pregresse del Corisa e della Yele, per la successiva definizione di un apposito piano di liquidazione con compiti altresì di gestione in via ordinaria da svolgersi in termini funzionali al subentro del costituendo Ato». La Yele, dunque, «verrà continuata ed assicurata una gestione provvisoria fino al subentro del nuovo ente gestore».  Ma il futuro degli operai quale è? Sono 260 quelli che rischiano il posto e qualche decina di meno quelli che hanno scioperato bloccando la Cilentana. «Tutto quanto sarà realizzato nell’ottica di tutela dei livelli occupazionali e invariato servizio», scrive Vitale. Ma le dichiarazioni del commissario sono state definite come «bufale» dai lavoratori della società cilentana. «Solo dopo che avremmo incontrato il prefetto decideremo cosa fare», fanno sapere gli operai. «La gestione provvisoria della Yele equivale quasi ad un licenziamento – dicono – e non ci da nessuna garanzia per il nostro futuro occupazionale». 

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