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Operai della Yele reclamano gli arretrati, il sindacato chiede il commissariamento degli enti territoriali

di Redazione

"Non se ne può più. La situazione, per i lavoratori, è quantomai grave e allarmante". E’ emblematica la frase con la quale Angelo Morinelli, segretario del sindacato ConfSal Fastambiente, apre la sua disamina della precaria condizione a cui sono costretti i dipendenti della Yele, la società a totale capitale pubblico che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in una cinquantina di comuni del Cilento. Gli stipendi arrivano a sprazzi; in alcuni casi gli operai ricevono da mesi solo degli acconti, una volta ogni tanto. In altri casi lavoratori con famiglie da mantenere non vedono soldi da mesi.


La vicenda ha provocato numerose proteste nei mesi passati ed è ormai tristemente nota. La Yele s.p.a. si trova in un cronico stato di mancanza di liquidità; questo avverrebbe a causa dei grossi e clamorosi ritardi con cui diversi Comuni pagano l’espletamento del servizio alla società. La Yele risulterebbe dunque avere degli ingenti crediti nei confronti dei Comuni, che non sembrano intenzionati a saldare i debiti nell’immediato; a causa di ciò, la società non sarebbe nelle condizioni di pagare con regolarità gli stipendi ai lavoratori. In questo quadro, si registra una disparità, sottolineata pure dal sindacato fast Ambiente, nei pagamenti tra operai dipendenti della stessa società. Succede dunque che i lavoratori "maggiormente non pagati" siano quelli che operano nei comuni che hanno dei debiti maggiori con la Yele. Anche se non sono dipendenti dei Comuni. Perciò dipendenti della stessa società vengono retribuiti in maniera diversa. Lo conferma al giornaledelcilento.it Angelo Morinelli. A riguardo afferma: "La prima cosa a cui opporsi è proprio questo pagamento "a macchia di leopardo". Non è legittima questa disparità di trattamento tra dipendenti della stessa azienda".


In una comunicazione diffusa dal sindacato si fa riferimento ad un paio di incontri che si sono tenuti con i vertici della Yele. Lo scorso 9 febbraio, durante l’assemblea sindacale dei lavoratori, il presidente Alfonso Esposito "snocciolava con dati (tale elenco veniva richiesto ufficialmente alla Yele S.p.A. con lettera prot. 09 del 10 febbraio 2010, invocando anche la legge 241/90 e successive modifiche ed integrazioni, ma ad oggi non abbiamo avuto alcun riscontro) alla mano i crediti che la Yele S.p.A. vantava verso i Comuni in cui effettuava il servizio, tra gli altri citava il Comune di Camerota (Sa), Centola (Sa), Ascea (Sa), Piaggine (Sa), ecc.. Peraltro i Sig. ri Sindaci dei Comuni citati erano stati puntualmente invitati all’Assemblea, ai quali tra l’altro, molte altre volte, la scrivente ha chiesto un incontro per cercare una soluzione condivisa, che salvaguardasse sia i lavoratori che i cittadini di questi Comuni, ma purtroppo nessuna amministrazione ha risposto alle nostre sollecitazioni. Alla fine il Presidente giungeva alla conclusione che non c’erano risorse e pertanto bisognava pazientare ancora. Ma fino a quando non ci veniva spiegato". Nella nota si legge poi che nel secondo incontro, avuto con il direttore Sergio Di Blasi, è stato sostanzialmente confermato quanto riferito da Esposito.


Il segretario del ConfSal Fast Ambiente scrive che "la Yele S.p.A. è una Società per Azioni a totale capitale pubblico dal gennaio 2008 e pertanto risponde in pieno agli obblighi della legge 241/90 e successive modifiche ed integrazioni (cosa che non rispetta, in quanto alla data odierna, aspettiamo risposte scritte a richieste presentate da almeno tre anni), come pure è obbligata a rispettare le norme sul collocamento proprie degli Enti Pubblici.
A tali norme e leggi era comunque obbligata anche prima che fosse totalmente a capitale Pubblico, in quanto Società che riceveva risorse e capitali pubblici rientrava nelle norme previste dalla legge n. 127 del 15 luglio 1997 e successive modifiche ed integrazioni;
– le problematiche legate all’erogazione dello stipendio ai dipendenti Yele S.p.A., si trascinano da moltissimo tempo, praticamente dalla fondazione della Società stessa;
– sia la Yele S.p.A., che alcuni Comuni (operano nel cosiddetto regime privatistico) del bacino CO.RI. SA/4, ancora oggi, si avvalgono di cooperative per eseguire lavori di raccolta, trasporto e smaltimento dei RSU, quando numerose e varie Ordinanze Commissariali, come pure i vari e numerosi O.P.C.M. dicessero il contrario".

Alla luce di tali considerazioni, il sindacato completa il documento con alcune richieste:
"Si CHIEDONO dei giusti provvedimenti alla luce delle attuali leggi, non escludendo, il COMMISSARIAMENTO di quegli Enti (così come è stato già fatto in altre zone della Regione Campania), che hanno violato e violano leggi, O.P.C.M. e Ordinanze in materia di RSU e che si sono resi responsabili di quanto sta accadendo ai lavoratori e alle loro famiglie e anche ai cittadini del territorio del CO.RI. SA/4 (disagi vari,aumento di tariffe, ecc.), rendendosi immediatamente DISPONIBILE a sedersi ad un tavolo di trattative per far sì di trovare delle soluzioni certe e durature, sia per i lavoratori e le loro famiglie, che per i cittadini tutti".
Sulla situazione attuale dei (non)pagamenti Morinelli ha riferito di una situazione mediamente molto critica, con la presenza di alcuni casi più allarmanti di altri. Una delle situazioni peggiori è quella a cui devono far fronte i lavoratori operanti a Camerota: "Si aspettano diverse migliaia di euro di arretrati. Si va dai 5800 euro ai 7900 euro dei casi più estremi. Ma anche gli altri lavoratori non se la passano affatto bene, hanno comunque 4-5 mila euro di arretrati. Noi chiediamo solo che venga regolarmente retribuito il lavoro svolto".


Il sistema della gestione dei rifiuti sta attraversando una fase di transizione. Le competenze saranno progressivamente assorbite dalla nascente società provinciale EcoAmbiente che, secondo quanto sancito dal decreto legge governativo di fine 2009, gestirà praticamente tutte le fasi del ciclo dei rifiuti. Si è parlato anche della possibilità che diventi pure ente riscossore della Tarsu. Ma il passaggio appare complesso e pieno di ostacoli- anche di natura burocratica, tenendo presente le difficoltà causate in questo periodo da un vero e proprio "vuoto di competenza" per rilasciare le varie autorizzazioni necessarie. Intanto i 4 consorzi della provincia di Salerno sono ancora di fatto operanti e saranno interessati nei prossimi mesi da una fase commissariale di messa in liquidazione. Il futuro dei lavoratori del settore appare incerto. Morinelli afferma: "Nel passaggio di cantiere i lavoratori dovrebbero essere tutti assorbiti dalla società provinciale e dunque mantenere il lavoro." Per ciò che riguarda i pagamenti il sindacalista si chiede: "La nuova società provinciale pagherà gli stipendi quando subentrerà effettivamente; ciò probabilmente accadrà nel giro di un anno. E per gli arretrati? Chi e quando pagherà?"

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