Lentiscosa, la prima messa post Covid è all’aperto

di Giangaetano Petrillo

E’ un’organizzazione puntuale e rigorosa quella che a Lentiscosa, il parroco e il comitato feste, hanno allestito per la prima celebrazione eucaristica in presenza dei fedeli nel tempo della pandemia. La piazza Santa Rosalia, antistante l’omonimo santuario, è stata arredata con centinaia di sedie a distanza di sicurezza. Ad annunciarlo era stato lo stesso parroco, don Gianni Citro, durante l’ultima celebrazione in streaming di domenica scorsa. Mascherine e distanza di sicurezza tra le sedie, disposte lungo tutto l’ampio perimetro della piazza. E la pandemia ha caratterizzato anche le riflessioni del parroco che ha presieduto la celebrazione nel giorno dell’Ascensione del Signore.

«Siamo stati chiamati a una dura prova, ma questo tempo e il giorno dell’Ascensione del nostro Signore ci invitano a guardare altrove. Superare i limiti della fragilità della cose umane e raggiungere la pienezza raggiunta dai Santi, che volgono il loro sguardo al cielo. Immutabile e infinito, Regno di Dio».

Ricorda anche che «esattamente 25 anni fa nel giorno dell’Ascensione, allora era il 27 maggio, divenni sacerdote. Offro questa messa in onore dei miei 25 anni di sacerdozio. Vi chiedo – conclude don Gianni – di pregare per me perché continui ad essere un giusto sacerdote al servizio delle vostre attese».

Il sacro simulacro in legno della Santa Patrona, Santa Rosalia, ancora una volta ha rapito lacrime, canti e applausi di gioia. Ancora una volta, la piccola comunità di Lentiscosa ha superato, almeno in parte, un altro ostacolo affidandosi alle pietose mani della sua Santa Patrona. Dobbiamo ringraziare la medicina e la scienza per la salvezza e la cura del corpo. Ma l’anima, almeno di questo piccolo borgo, appartiene alla sua Patrona ed è la sua presenza a curarla e a tutelarla.

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