L’eterna sfida tra Vallo di Diano e Cilento dopo le elezioni regionali e la speranza di un cambio di mentalità

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di Pasquale Sorrentino

Il sud della provincia di Salerno, la zona del Parco per intenderci, è stata sempre vittima di “bullismo” dal Napolicentrismo prima e dal Salernocentrismo dopo. Le aree del Vallo di Diano e del Cilento e le zone cuscinetto di Alburni, Golfo di Policastro e Alto Tanagro hanno risposto a questa sorta di “egemonia dei capoluoghi” nella maniera sbagliata: dividendosi. Circa centomila abitanti, residenti, meglio noti come elettori, che indifesi di fronte alle scelte che arrivano dall’alto sono stati messi spesso l’uno contro l’altro per una sopravvivenza tra ultimi.

Una sfida ultimi contro penultimi avallata dai politici e dagli amministratori che per tutelare il proprio spazio vitale spesso hanno rimarcato questa divisione. Ma altrettanto spesso hanno dovuto anche adeguarsi alla “vita mia, morte tua”. Una situazione complicata che spesso ha visto, per la presenza di politici di spessore, o “aiutati” dai “centrismi” di cui sopra, il Cilento fare la parte dei penultimi con conseguenze sul Vallo di Diano. Alla fine – bisogna comunque ricordarlo – si è perso sempre un po’ tutti, con servizi soppressi, depotenziati, eliminati.

Il Cilento ha sempre avuto però un luce un po’ meno fioca e ha resistito, con il Vallo di Diano che spesso diventava bacino, piccolo, di voti per i candidati dell’ “altra parte”. Tuttavia le recenti regionali hanno dato un cambio di rotta e spostato l’asticella dal Cilento al Vallo di Diano nella lotta tra ultimi (questo ricordiamolo).

L’elezione di Corrado Matera e Tommaso Pellegrino, due valdianesi, tra le fila della maggioranza potrebbe cambiare gli scenari prossimi? Nel Cilento restano Michele Cammarano e Attilio Pierro ma tra le fila della minoranza. Un cambio di rotta e il Cilento orfano? Troppo presto per dirlo, anche perché Matera ha pescato molto nel terra vallese anche per i suoi rapporti parentali e di unione di veduta con Cobellis. Lo stesso Pellegrino, presidente nel Parco, ha avuto consensi nella zona occidentale del sud della provincia. Basterà questo per avere una sponda per il Cilento? Oppure il Vallo di Diano, i cittadini e soprattutto gli amministratori si sentiranno, per una volta, più “forti” dei cugini cilentani?

Anche se, ovviamente, per il Cilento c’è il senatore Franco Castiello che ha mostrato particolare interesse per le sue terre. Un braccio di ferro all’orizzonte o finalmente si deciderà che soltanto uniti, ultimi e penultimi (in che ordine lo decide chi legge stavolta), potrebbero contare qualcosa tra Salerno e Napoli. Un’impresa ardua, bisogna dirlo. Perché esistono sentimenti di rivalsa, di sfida, di sopravvivenza che difficilmente potranno essere sostituiti da voglia di solidarietà, di unione, di vivere insieme una esistenza politica migliore. Ai nuovi consiglieri regionali anche questo compito.

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