Lettera aperta. Un ricordo di don Olindo Mariosa, la sua volontà, un’eredità da onorare

Quarant’anni fa quel posto era abitato da un signore, ‘don Aulindo’, quello scoglio, invece, e lì da molto tempo prima e qualcuno dei nostri nonni decise di dargli il suo nome. Ma non perché era lo scoglio di don Aulindo, ma per rispetto e stima verso l’uomo che pur venendo da altre terre, con i suoi modi da gentiluomo,  era riuscito ad entrare nel cuore della gente di Marina di Camerota.
Quel signore non faceva pesare la sua posizione privilegiata, pur essendo un nobiluomo. Questo la gente lo avvertiva – non c’è bisogno di sbandierarlo – Don Aulindo sapeva che quello scoglio non era il suo, ma era fiero dell’omaggio che gli era stato fatto e identificava la sua casa nel suo scoglio: sotto a don Aulindo, i scuogl’ i don Aulindo. Erano periodi dove i ricchi decidevano, e nessuno si schierava contro di loro e le loro decisioni. Avrebbe potuto mettere il cancello, addirittura recintarlo, chi l’avrebbe fermato?
Io abitavo lì a due passi, ‘ncopp a Punta’ e con i miei numerosi fratelli, sorelle e  amici, d’estate passavamo ogni minuto della nostra giornata sotto a don Aulindo. Conosco quella scala, i suoi gradini e le pietre che la formano una ad una. A grande velocità scendevamo le scale per andarci a menà ru scuoglio. Spesso, quando ci incontrava, don Olindo borbottava (e aveva ragione), per il grande chiasso che facevamo, poi diceva tu sei figlio a questo o a quello… Conosceva tutti quanti noi e le nostre famiglie e andava via buttando un occhio benevolo verso di noi mentre ci lasciavamo cadere in acqua ru squoglio i don Aulindo. Questi sono i miei ricordi e vorrei che ai nostri ragazzi, a chi è nato in questo posto non fosse tolto un altro pezzo della nostra Marina.

Come qualcuno ha tenuto a sottolineare, la mia presenza lì dopo l’installazione del cancello, non era in veste di politico. Tengo a precisare che il sottoscritto, si è sempre esposto in prima persona anche e solo da cittadino, a differenza di qualcun altro che abita nei pressi del cancello in questione, che riveste ruoli politici e sociali magari più importanti, e che quel giorno non si è nemmeno affacciato per discutere dell’accaduto… Oggi che rivesto il ruolo di consigliere di opposizione, voluto dalla gente, come sempre non farò mancare il mio impegno ‘politico’ e soprattutto civile, affinché tutto ritorni come don Aulindo aveva deciso.
Cordialmente
Mario Scarpitta