Bandiere «nere» nel Cilento altro che blu, Marsicano: «Aprite fogne a tarda sera». Testimone: «Guardate che schifo»

Continuano le polemiche sulle macchie marroni che galleggiano a mare tra Ascea e Pisciotta. Ieri mattina un diportista, partito dal porto del paese delle alici di Menaica, ha notato lungo tutto lo specchio d’acqua strane e grandi chiazze schiumose e sporche. «La situazione peggiore l’ho riscontrata dietro la scogliera di Ascea, non molto distante dalla spiaggia», spiega il giovane. Acqua marrone, schiuma sporca con scie anche di 10 metri. Tutto a pochi metri dalla riva dove i bagnanti si tuffano e prendono il sole. È da tempo che i turisti denunciano queste «strane» situazioni, soprattutto dal momento che le acque marine in questione sono insignite della ‘bandiera blu’ per la pulizia e la qualità del mare. 

Sul caso sono intervenuti anche il sindaco di Ascea, Pietro D’Angiolillo, e l’ex primo cittadino di Pisciotta, attuale consigliere di minoranza, Vittorio Marsicano. «Si tratta di microrganismi – afferma D’Angiolillo – queste minuscole creature secernano schiuma naturalmente». Questa versione sarebbe stata confermata dai tecnici dell’Arpac. Ma Marsicano non è d’accordo: «È giusto proporre che le analisi delle acque vadano fatte a luglio e ad agosto piuttosto che a maggio e a giugno quando si assegnano bandiere e velette. Il mare pulito – spiega il consigliere – è necessario per preservare e valorizzare una strordinaria risorsa che genera posti di lavoro e un’economia stagionale milionaria. Meditate sindaci e sindacucci e pure voi impresari di villaggi turistici arroganti e prepotenti che aprite le fogne a tarda sera». La vicenda è finita anche sulla scrivania del procuratore di Vallo della Lucania Giancarlo Grippo in seguito ad un esposto presentato dal sindaco di Ascea. Marsicano, invece, ha avviato una petizione «contro chi scarica in mare e a favore di tutto il turismo di tutto il Cilento».

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