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Marina di Camerota, processo al patriota e rivoluzionario venezuelano Simón Bolivar

di Marianna Vallone

Il generale, patriota e rivoluzionario venezuelano Simón Bolivar sarà l’imputato d’eccellenza della XI edizione dei ‘Processi alla Storia’, la manifestazione ideata dall’avvocato Marco Fimiani, che in questi anni ha visto sul banco degli imputati personaggi come Togliatti, Ferdinando II, Pisacane, Giulio Cesare, Pasolini, Lucrezia Borgia, Caravaggio, il Re Vittorio Emanuele III. Cornice del processo storico al “Libertador” venezuelano – che si terrà martedì sera alle 21:30 – sarà piazza San Domenico, a Marina di Camerota, cittadina che ha dedicato a Bolivar la strada principale del paese in cui si erge monumentale il suo busto.

La manifestazione sarà anticipata da una introduzione musicale, con una coreografia, e dalla lettura di alcune poesie dedicate a Simón Bolívar. «Abbiamo disegnato una contestazione che parte dalla circostanza del suo sogno, poi fallito, di fare gli Stati latino-americani. – racconta l’avvocato Marco Fimiani – Gli contestiamo un po’ questo, ovvero che pur essendosi speso molto nella sua vita per questo progetto, alla fine non si è realizzato. Una novità del processo di quest’anno è l’aver invertito i ruoli. – evidenzia Fimiani – Il Pubblico Ministero sarà l’avvocato Paolo Giustozzi, mentre il difensore sarà un pubblico ministero, Henry John Woodcock. Nella prima fase ci sarà il dirigente scolastico Mari Carmen Greco, in questo format consulente del tribunale, che tratteggerà la figura del personaggio, per renderlo più comprensibile all’uditorio».

Alla fine della manifestazione, come di consueto, sarà assegnato il premio “Franco Pugliese”, a cura dell’avvocato Marco Fimiani, che quest’anno andrà al vescovo della Diocesi di Teggiano Policastro Mons. Antonio De Luca.

Il “Tribunale del popolo” sarà presieduto dal presidente del Tribunale di Napoli, Elisabetta Garzo e composto dal magistrato del Tribunale di Napoli, Eduardo Savarese, dall’avvocato Vincenzo Maiello, professore di Diritto Penale all’Università Federico II, dall’avvocato e past presidente della Camera Penale di Vallo della Lucania Antonello Natale, e dal parroco di Marina di Camerota, Don Gianni Citro, presidente della Fondazione Meeting del Mare C.R E.A, promotore dell’iniziativa.

«Simon Bolivar è un nome e un uomo simbolo per il popolo di Camerota tutto, perché lo sviluppo e il destino sociale, economico e culturale di Camerota sono fortemente connessi alla storia del Venezuela. Per i camerotani Simon Bolivar è il nostro Risorgimento. – ha spiegato don Gianni – La vicenda umana e politica di Simon Bolivar declinano in modo intenso e affascinante un racconto di amore per la libertà, la giustizia e l’indipendenza. Istruire un processo storico alla sua avventura di liberatore di tanti popoli latinoamericani significa riscoprirne il carisma e il sogno, rileggere la sua esperienza di uomo di governo e di pensatore politico, soprattutto alla luce dei delicati equilibri interni e internazionali che il Venezuela sta vivendo e della caotica condizione sociale della popolazione venezuelana. L’evento di stasera – ha aggiunto – è un atto provocatorio nei confronti di chi è diventato politicamente qualunquista e accusa la politica di aver perso la carica ideologica, senza tuttavia prendere mai posizioni difronte alle grandi questioni di politica planetaria».

Alla manifestazione saranno presenti il Presidente del Tribunale di Vallo della Lucania, Gaetano De Luca, il Procuratore Capo di Vallo della Lucania, Antonio Ricci, il Presidente della Camera Penale di Vallo della Lucania, Gianluca D’Aiuto e il Presidente dell’ordine degli Avvocati di Vallo della Lucania, Domenico Lentini. Sarà presente per i saluti anche il sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta.

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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