Migranti, Engel: dal Cilento a Milano. Ora si candida per gestire Cpr

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Il centro permanenza per il rimpatrio di via Corelli a Milano

Sono otto, fra societa’ e cooperative, le realta’ che si sono candidate a prendere in mano la gestione del Cpr di via Corelli 28, il nuovo centro di permanenza per il rimpatrio di Milano che dopo i lavori ristrutturazione e ritardi dovrebbe aprire i battenti a giugno 2019. Lo rende noto la prefettura di Milano, pubblicando sul proprio sito l’elenco delle offerte rifiutate (nessuna) e ammesse (tutte) alla gara d’appalto i cui termini scadevano alle 12 del 14 marzo scorso. Per la struttura da 140 posti sita nella periferia est del capoluogo lombardo, dove gli stranieri irregolari potranno essere trattenuti fino a sei mesi, sono otto le offerte pervenute in corso Monforte. Non si conoscono ancora i dettagli ma la base d’asta da cui si partiva era 32,15 euro al giorno di diaria per ogni migrante trattenuto nel centro. Una cifra comprensiva del kit di primo ingresso (come cuscini e lenzuola) e in qualche caso scheda telefonica da cinque euro, rilasciati una tantum.

Chi c’e’ e chi manca. I nomi delle societa’ che hanno partecipato alla gara arrivano da tutta Italia e anche dall’estero e sono stati negli ultimi mesi o anni spesso al centro polemiche anche con la politica. C’e’ la societa’ cooperativa sociale Albatros 1973 di Caltanisetta; il colosso veneto Nova Facility da 200 dipendenti di Gian Lorenzo Marinese, fratello del presidente di Confindustria di Venezia e Rovigo, Vincenzo Marinese, che pochi mesi fa rilasciava interviste alla stampa del nord est sui tagli ai famosi 35 euro per migrante. C’e’ la cooperativa piemontese Versoprobo che meno di due mesi fa e’ finita dentro un caso sollevato dal giornale dei vescovi Avvenire perche’ si e’ vista tagliare le linee di credito dalla propria banca, adducendo tra le motivazioni proprio il fatto che questa opera in un “settore merceologico non gradito alla Policy” dell’istituto di credito. La Ospita srl e’ una societa’ di Grosseto che lavora e ha lavorato nei centri per migranti della Tuscia, fra Toscana, Umbria e Lazio; il quinto candidato e’ la Cooperativa Stella, con sedi in Piemonte ed Emilia-Romagna specializzata in servizi socio-assistenziali (comunita’ psichiatriche, comunita’ per minori), servizi infermieristici a 360 gradi inclusi quelli di pulizia e ristorazione sanitaria ma che non sembra fino a oggi essersi occupata specificatamente di migranti, ne’ nei centri di accoglienza ne’ in quelli di espulsione. Vi e’ inoltre la Ccm di Salerno (Communication Centre Multilingue) che invece risulta da anni inserita nelle graduatorie finali dei progetti finanziati con fondi europei Asilo e Integrazione (Fami) 2014-2020, dove risulta essere stata considerata dal Ministero dell’Interno “ammessa ma non idonea” al finanziamento per quel tipo specifico di avviso pubblico. C’e’ anche la “chiacchierata” societa’ svizzera Ors, che per anni ha gestito i centri di accoglienza in Austria prima che Vienna decidesse di riformare il proprio sistema per farlo rientrare nell’alveo della mano pubblica e governativa.

L’ultima candidata ammessa dalla prefettura di Milano alla gara per il Cpr di via Corelli e’ la Engel Italia di Salerno, una srl da 48 dipendenti e 1,6 milioni di euro di valore di produzione nel 2017, che si occupa anche di assistenza sociale e gestione di centri di accoglienza per migranti, come recita la descrizione delle proprie principali attivita’ nel registro delle imprese, ma negli atti costitutivi della societa’ salernitana vengono descritte attivita’ fra le piu’ disparate: dalle costruzioni (ristrutturazioni, interventi architettonici, difesa e sistemazione idraulica, impianti per le depurazioni) al turismo, passando dall’attivita’ di import-export di prodotti alimentari e non, per arrivare infine alla gestione di case di riposo per anziani, case famiglie per minori, Sprar e Cara (centri di accoglienza per richiedenti asilo).

La storia che si consumò in Cilento
Tra le vicende che hanno coinvolto in questi anni la Engel Italia vi sono la gestione del Cpr di Potenza e l’aspra polemica con l’ex parlamentare del Partito democratico Khalid Chaouki sulla gestione di un centro Sprar sito presso l’Hotel Engel, in via Afrodite a Paestum. L’ex onorevole dem si reco’ in visita al centro il 17 dicembre 2014, per poi scrivere un’interrogazione parlamentare al ministro dell’epoca, Angelino Alfano, chiedendo spiegazioni per le condizioni della struttura denunciate dai 35 ospiti quasi tutti afgani. Scrive Chaouki nella sua interrogazione parlamentare sottoscritta da altri 43 parlamentari che “ha incontrato gli ospiti del centro, e, parlando con alcuni di loro, ha appreso che uno dei responsabili una volta avrebbe addirittura sparato in aria davanti a loro per intimorirli, tanto da preoccuparli in merito alla loro stessa sicurezza; sempre i medesimi ospiti hanno dichiarato che non riceverebbero regolarmente il pocket money a cui hanno diritto; inoltre gli ospiti stranieri hanno fatto presente a chi scrive le condizioni in cui versa il centro Sprar in cui sono stati sistemati: precarieta’ degli ambienti e della pulizia sarebbe purtroppo la norma, e, citando testualmente «non ci sta aiutando. Non ci da’ niente, ne’ vestiti ne’ cibo’; inoltre gli ospiti affermano di aver gia’ segnalato la situazione in prefettura l’11 novembre, come testimonierebbe una lettera timbrata dalla prefettura di Salerno”. L’allora ministro Alfano non ha mai risposto al deputato e in seguito alla pubblicazione sui giornali della denuncia di Khalid Chaouki i vertici di Engel Italia hanno sostenuto di averlo querelato per diffamazione. Contatto da Redattore sociale Chaouki ha dichiarato di non aver mai ricevuto alcuna querela.

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