La faggeta monumentale non sarà tagliata: richiesto indennizzo-premio al Parco Nazionale

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Durava ormai da due anni il timore che le faggete di Monte San Giacomo, Comune nel Vallo di Diano, potessero scomparire. Infatti, in una delibera della giunta comunale, approvata all’unanimità nel giugno 2007 (DG n. 43 del 26-06-07) si dava incarico a due ingegneri forestali di redigere un progetto di taglio dei faggi del Parco Nazionale. Doveva però essere acquisito il parere dell’Ente Parco.

Già nell’ottobre del 2007 il Codacons di Sala Consilina, insieme al "Comitato 1 Agosto 2006" di Monte San Giacomo, esprimeva preoccupazione per il taglio di faggi del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano facendo appello alle istituzioni affinché venisse scongiurato il proposito di tagliare questi alberi secolari in zona 1, a 1200 metri sul livello del mare.

E’ di oggi, invece, la notizia che scongiura il taglio dei preziosi esemplari. Infatti, proprio in questo momento dell’iter burocratico, è intervenuto l’autorevole parere del prof. Antonio Saracino, docente dell’Università degli Studi "Federico II" di Napoli, Dipartimento di arboricoltura, botanica e patologia vegetale. Nella sua relazione, il docente universitario ha, tra l’altro, affermato: "La diversità strutturale dello strato arboreo è evidenziata dalla presenza di piante di dimensioni molto differenti e con esemplari vetusti di faggio e di pioppo tremulo di dimensioni anche monumentali (superiori al metro di diametro a petto d’uomo)".

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Oltre a ciò, il prof. Saracino, nell’esprimere il suo parere negativo al taglio, ha anche proposto all’Ente Parco di indennizzare il Comune di Monte San Giacomo per il mancato taglio.

Palmiro Clemente, consigliere di minoranza del Comune valdianese e membro del Comitato "18 Agosto 2006", durante il consiglio comunale del 21 ottobre scorso, ha dichiarato: "Noi crediamo che, in questo particolare periodo storico, nel quale siamo tutti chiamati a prestare maggiore attenzione ai problemi di carattere ambientale, dobbiamo prendere un impegno concreto qui e adesso; ovvero, l’impegno di restituire alla natura ciò che viene concesso dall’Ente Parco come indennizzo, impiegando tali somme per la tutela e la valorizzazione delle nostre risorse ambientali. Questo perché possiamo tramandare intatti alle future generazioni questi beni fondamentali per il progresso socio- economico del nostro paese".

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