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Peppe Tarallo contro la cementificazione della costa: “si stanno mangiando il territorio a scapito delle esigenze dei residenti”

di Giuseppe Galato

Peppe Tarallo, ex presidente del Parco Nazionale Del Cilento E Vallo Di Diano ed ex sindaco di Montecorice, fa sentire la sua voce con una nota su Facebook dal titolo IL SACCO DI MONTECORICE E DELLA (SUA) COSTA CONTINUA:

Ieri il consiglio comunale di Montecorice ha approvato un altro ‘progetto convenzionato’. Mi auguro tanto che cresca un’opposizione e ribellione aperta a questa continua e imperterrita cementificazione della costa, in particolare Agnone e S.Nicola, che rischia di far tracollare definitivamente la residua qualità urbanistica,ambientale e paesaggistica e con essa quella del turismo e della nostra già difficile economia: si stanno mangiando il territorio a scapito delle esigenze dei residenti, di spazi e servizi di qualità, dell’attrattività del nostro territorio, insomma del futuro di questo comune.

Da questa politica aberrante ne traggono profitto solo proprietari, costruttori, tecnici, mediatori e, viene il dubbio, gli amministratori che senza chiedersi, almeno per un momento, il perché di queste loro scelte, approvano senza provare un po’ di vergogna per quello che stanno facendo.

Tutti a far finta di credere alla favola del sindaco Meola secondo cui è solo un fatto tecnico, che queste cose che approvano sono previste e dovute:allora perché, se sono dovute, ci sono consiglieri che votano contro, altri si astengono, altri si assentano, altri invece si presentano in consiglio perché chiamati… da qualcuno?

Il sindaco trovi altre motivazioni, se ne trova e si assuma la responsabilità di quello che fa e fa approvare alla sua amministrazione.

Personalmente chiederò alla Regione di annullare questi atti illegittimi con tutte le dovute conseguenze, alla Soprintendenza di finirla con comportamenti contraddittori e con assensi che fanno venir meno la loro funzione di vigilanza, in chiaro e netto contrasto con ciò che essa stessa scrive e sostiene in proprie note ufficiali, alla Procura della Repubblica di Vallo per verificare se l’Amministrazione, o meglio gli amministratori di Montecorice, sindaco in testa, fanno l’interesse pubblico o vengono meno a questo per favorire interessi privati dando una parvenza di legalità agli atti e alle procedure approvative per arrecare illeciti vantaggi.

Chiederò alla magistratura di verificare quello che qui appare a tutti noto e chiaro: che acquirenti e investitori vengono sollecitati dalla stessa amministrazione e da mediatori strettamente legati ad essa che hanno libero accesso agli uffici per individuare le particelle e le aree edificabili.

Montecorice è un caso che richiede l’attenzione delle autorità preposte alla vigilanza amministrativa e penale delle attività edilizie: qui si sta facendo strage di territorio e legalità.

Ma prima ancora faccio appello ai cittadini e a quella che si usa chiamare società civile: vogliamo aspettare che completino l’opera di distruzione sistematica e chiudere le stalle dopo che i buoi sono abbondantemente scappati e non c’è più niente da salvare?!

Ci sono momenti in cui i cittadini si riprendono la sovranità e la delega assegnata o almeno ne chiedono conto, prima che chi esercita il potere nel loro nome lo utilizzi pregiudicando e compromettendo il pubblico e comune interesse e lo stesso comune futuro.

Analogo appello rivolgo ai cittadini e alle associazioni dei comuni costieri in particolare in questo momento in cui la speculazione sta intensificando mire ed attività e le amministrazioni comunali sono inclini a una becera e pericolosa politica del ‘fare’ e del ‘far fare’:stiamo rischiando grosso, SVEGLIAMOCI, prima che sia troppo tardi e prima che ci copra, ignominiosamente ,una coltre di cemento!

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