Nel Cilento arriva la calza della Befana con fichi secchi e tipicità

Infante viaggi

di Luigi Martino

Non la solita calza della Befana. Via la cioccolata dei grandi marchi e via anche il carbone. Nel Cilento abbiamo fatto tutti i bravi e la dieta Mediterranea ci insegna altro. E allora questa mattina nelle calze di molti cilentani sono finite le tipicità che regala la nostra terra. Anzi, passaggio fondamentale, prima di finire ai piedi dei nostri letti oppure appesa ai caminetti delle case vista mare o immerse nel verde del Parco nazionale del Cilento, tutte queste prelibatezza sono passate tra le mani delle nonne e delle mamme, tutte figlie di questo lembo di Sud compreso tra i templi di Paestum e il canale di mezzanotte che divide la Campania dalla Basilicata.

Ma andiamo alle cose buone, quello che interessano un po’ a tutti. Dicevamo che molte famiglie cilentane alla classica calza comprata al supermercato hanno preferito scegliere tra quelle si indossano tutti i giorni (magari nuova) e imbottirla (un po’ come si fa con le melanzane) di prodotti tipici e dolci cilentani. Dentro gli immancabili fichi secchi. Quelli classici, infilzati uno ad uno nello spiedino di legno. Oppure quelli nel sacchetto, con il fiocco natalizio, e ripieni di mandorle o noci, prima di essere immerse nella cioccolata fondente o a latte. Il sole del Cilento li ha resi buonissimi e chi li trova nella calza, approva.

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Oltre ai fichi secchi, le mandorle, le noci e tutta la frutta secca raccolta nel Parco. C’è chi ha optato per una scelta alternativa e ai dolci ha abbinato del tonno sott’olio e, perchè no, una bella bottiglia di vino. Insomma, da Pollica, culla della dieta Mediterranea, sono partiti i suggerimenti per questa Befana diversa, un po’ meno classica, ma sicuramente più genuina e ricca di cose che fanno bene al palato e al cuore.

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