Nuovo Dpcm: le regole per un Natale diverso e blindato

Un Natale «giallo rafforzato». E’ quello che attende gli italiani tra meno di un mese e che vede nel principio di precauzione il suo punto cardine. Anche se le misure «stanno funzionando» infatti, come ha ribadito questa mattina al Parlamento il ministro della Salute Roberto Speranza, ridurre spostamenti e occasioni di contagio è ancora una necessità. «Occorre avere occhi bene aperti», ha detto, sottolineando che «la circolazione del virus è comunque ancora sostenuta, il contact tracing è difficile, la pressione sugli ospedali molto forte. Per stabilizzare i risultati occorreranno settimane di sacrifici. Attenzione a non scambiare il primo raggio di sole con lo scampato pericolo». In attesa del testo definitivo del Dpcm che arriverà nelle prossime ore, gli italiani, che legittimamente si chiedono cosa si potrà e non potrà fare durante le feste, per il momento devono fare affidamento sulle parole di Speranza. Va inoltre ricordato che le misure più stringenti dovrebbero entrare in vigore il 20 dicembre per restarlo per tutto il periodo considerato più a rischio, vale a dire almeno fino al 7 di gennaio. Da lì in poi, qualora i numeri lo consentano e in attesa dell’inizio della campagna vaccinale, si potrà iniziare a ragionare su allentamenti.

Spostamenti forse

«L’orientamento del governo è per questo che durante le feste natalizie vadano disincentivati gli spostamenti internazionali», a partire dal 20 dicembre vadano «bloccati gli spostamenti tra Regioni» gialle (per Natale lo saranno quasi la totalità) come già accade oggi per le regioni “rosse” e “arancioni”, e, «nei giorni di festa: 25, 26 dicembre e 1 gennaio», vadano vietati anche gli spostamenti tra Comuni. Unica ulteriore certezza è che sarà sempre previsto il ritorno presso la propria residenza o domicilio. Una linea piuttosto rigida quindi che, a quanto si apprende, potrebbe essere ammorbidita da alcune (poche) deroghe a cui però il ministro oggi non ha fatto riferimento. «Dal 20 dicembre ci sarà il divieto di spostamento tra le regioni, salvo ragioni di necessità come assistere un genitore solo, che richiederanno l’autocertificazione». ha precisato oggi la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa.

Deroghe e Coprifuoco no

Sul tavolo, per quanto sembrerebbe che l’eccezione stia perdendo forza con il passare delle ore, ci sono ancora i nodi legati ai ricongiungimenti tra parenti stretti (ma solo per anziani soli e studenti fuori sede) e per le seconde case. Allo stesso modo non sembra saranno previste deroghe al coprifuoco attualmente in vigore tra le ore 22 e le 5 del mattino.

Cene a casa no

Al netto del fatto che intervenire nelle abitazioni degli italiani per sospendere una cena è impossibile, le misure anti-spostamenti anche tra comuni sono pensate proprio per evitare occasioni di assembramenti in locali chiusi come può essere la sala da pranzo di un’abitazione privata. «Bisognerà poi evitare potenziali assembramenti nei luoghi di attrazione turistica legati in modo particolare alle attività sciistiche – ha infatti chiarito Speranza – Ed è opportuno, più in generale, ridurre i rischi di diffusione del contagio connessi ai momenti di aggregazione durante le festività del Natale e del Capodanno». Tradotto: si farà il possibile per evitare tavolate e tombolate.

Messe sì

Nessun accenno da parte del ministro alla questione delle funzioni religiose della mezzanotte del 24. Tuttavia, anche grazie alla mediazione con la Cei, dovrebbero essere consentite ma anticipate alle ore 20 per permettere di rispettare il copriuoco alle 22.

Shopping sì

Per quanto gli acquisti non siano rientrati nel discorso con cui Speranza ha dettato le prime linee guida sul Dpcm in arrivo nelle prossime ore, gli acquisti non dovrebbero essere a rischio. Al fine di non mandare ulteriormente in crisi i commercianti ed evitare assembramenti infatti, si punta ad allungare l’orario di apertura dei negozi fino alle ore 21. Nessuna notizia rispetto alla riapertura dei centri commerciali nei fine settimana: l’ipotesi è però ancora sul tavolo.

Cene fuori no, pranzi sì

Niente da fare per ristoranti e attività di ristorazione che invece continueranno a chiudere alle ore 18. Da quel punto in poi però potranno ancora dedicarsi ad asporto e consegne. I ristoranti però dovrebbero essere aperti a pranzo nei giorni di Natale e di Santo Stefano. «Abbiamo ottenuto che i ristoranti saranno aperti a pranzo il 25 e 26 dicembre, a Capodanno e per l’Epifaniai», ha detto il presidente dei senatori di Italia viva, Davide Faraone, al Tg4.