Oggi monitoraggio Iss, mezza Italia rischia l’arancione

La scure dei dati del monitoraggio Isstorna a pendere sulle Regioni che tra poche ore conosceranno il colore che verrà assegnato loro a partire da domenica. Il rischio, neanche tanto remoto, è che mezza Italia possa ridiventare arancione, ma i dati sono quasi ovunque in bilico e per questo molti governatori si sono affrettati ad annunciare di “essere in regola” per restare in zona gialla. Quello che sembra ineluttabile, invece, pare essere il passaggio in zona rossa dell’Abruzzo, che ha già messo in lockdown le province di Pescara e Chieti. Scettico però anche il governatore, Marco Marsilio, secondo il quale l’Rt sarebbe sceso da 1.22 a 1.17. Ma intanto c’è anche una regione, la Valle d’Aosta, che potrebbe invece essere la prima a diventare bianca, qualora venisse confermata per la terza settimana consecutiva l’incidenza di meno di 50 persone positive su 100 mila abitanti, requisito necessario per passare al livello più basso delle restrizioni.

Anche ieri l’Italia ha registrato oltre 13mila nuovi casi di coronavirus e 347 vittime, con un tasso di positività in crescita per il secondo giorno consecutivo. Dati che confermano l’ampia diffusione del virus nel Paese, aggravata dalla presenza ormai accertata delle varianti, sulle quali è cominciata una nuova indagine dell’Istituto Superiore di Sanità. In attesa degli esiti, Repubblica scrive che secondo le stime dei tecnici del ministero e del Cts la variante inglese già riguarderebbe circa un caso su tre. Per questo appare inevitabile il ricorso a chiusure e limitazioni, con la possibilità anche di ricalcare l’esempio dell’Abruzzo e individuare zone rosse localizzate nelle province. Un’opzione che potrebbe essere già sul tavolo del ministro della Salute, Roberto Speranza, e che va ad aggiungersi alla discussione sulla nuova cabina di regia e sullo ‘snellimento’ del Comitato Tecnico Scientifico.

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