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Ospedale Vallo della Lucania, la lettera a Stile Tv: «Io salvato dai medici del San Luca»

di Marianna Vallone

Alla redazione di Stile Tv arriva la lettera di un giovane di Roccadaspide, Alex Coviello, arrivato in codice rosso e in gravi condizioni all’ospedale di Vallo della Lucania, dopo un grave incidente stradale avvenuto lo scorso 18 settembre. Nelle parole dell’ex paziente del nosocomio vallese il bisogno di dire grazie al personale medico e infermieristico del ‘San Luca’ di Vallo per le cure ricevute durante la lunga degenza. La redazione di Stile Tv pubblica integralmente la lettera che condividiamo con i lettori del Giornale del Cilento.

Nella notte tra il 17 e il 18 Settembre 2019, sono giunto al Pronto Soccorso dell’ospedale ‘San Luca’ di Vallo della Lucania, in codice rosso, a causa di una grave contusione cerebrale e considerevoli danni riportati a seguito di un incidente stradale avvenuto a Roccadaspide. Dopo le indagini di routine, venivo trasferito al reparto di Neurochirurgia dell’OSS Rossella che continuava a chiamarmi per nome, mentre io, ormai, andavo in coma; ad accogliermi in questa situazione l’infermiera Giovanna, che al contempo dava coraggio ai miei genitori affranti, e il neurochirurgo dott. Lamaida, di turno quella notte, che ringrazierò a vita per la scrupolosità con cui trattò la mia situazione, ne comprese all’istante la gravità facendomi ripetere la Tac, riscontrando infatti una grave emorragia cerebrale in atto, per cui immediatamente, con il dott. Rizzo, organizzava e provvedeva al delicato intervento chirurgico che posso ritenere sia stato quello che mi ha salvato la vita. 

Successivamente intubato e accolto in Rianimazione dal 18 al 23 settembre, ho subito altri interventi (splenectomia e femore). Durante questa degenza, il primario Neurochirurgo dott. Parbonetti e la sua equipe, assiduamente, hanno controllato il mio stato di salute. Il responsabile della Rianimazione, dott. Bosco, insieme al suo staff e agli infermieri, che di me si sono presi cura, in particolare Massimo (che ha continuato anche in seguito a farmi visita in reparto felice di vedere i miei miglioramenti) hanno cercato sempre, in questi sei lunghi giorni, di far arrivare notizie confortanti al di fuori di quella porta gialla che mi teneva separato dalla mia famiglia. 

Il 21 settembre, la prova del nove… il mio risveglio! La dolce voce della dott.ssa Lampasona mi ha riportato al mondo reale… e sono sicuro che, per quante volte ha ripetuto il mio nome, le sono diventato quasi figlio… ed io la sua dolcezza la porterò sempre nel mio cuore!

23 settembre, giungo nuovamente in questo reparto dove rimango per ben 35 giorni, tra alti e bassi, fino al 27 ottobre.

Il 28 ottobre finalmente metto i piedi fuori dall’ospedale anche se so che dovrò ritornarvi, tra qualche mese, per la ‘ricostruzione’… ma ciò non mi spaventa, so che ritroverò un’equipe formidabile.

Grazie al Signore Dio, che ha voluto io fossi qui oggi e poter raccontare tutto ciò.

Grazie al primario dott. Parbonetti e a tutto lo staff medico della Neurochirurgia, per la professionalità, per essersi presi cura di me in questi giorni di sofferenza: semplicemente eccezionali!

Grazie agli infermieri, agli OSS e a tutto il personale del reparto, per essere stati non solo ‘bravi’ ma soprattutto aver dimostrato tanta umanità e per essere stati capaci di trasmettere affetto, gentilezza e allegria.

Grazie ai fisioterapisti Antonio e Pantaleo che con impegno, attenzione e simpatia, mi hanno aiutato a muovere i ‘primi passi’.

Grazie ai dottori della Rianimazione, della Chirurgia, dell’Ortopedia e delle Malattie Infettive che mi hanno seguito per altre problematiche.

Grazie… è una sola piccola parola, ma per me infinitamente grande come infinitamente grande è il sentimento che provo nei vostri confronti, profonda stima per il vostro lavoro e la vostra pazienza, per ogni vostra parola gentile e per ogni sorriso pieno di serenità e speranza che mi avete donato.

Infinitamente grazie, Alex Coviello (Stanza 12/letto 20)

  

©Riproduzione riservata




A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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