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Parco archeologico Paestum, Zuchtriegel: «Estate da ricordare»

di Luigi Martino

«Un’estate che ricorderemo per molto tempo». Così il direttore del Parco Archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel ha commentato il ritrovamento della testa in travertino nel cosiddetto ‘Tempio della Pace’, sul Foro romano, da parte degli archeologi dell’Università tedesca di Bochum impegnati in una campagna di scavo in collaborazione con il ‘Parco Archeologico di Paestum’. La testa, che ha dimensioni pari al vero, potrebbe aver fatto parte di una decorazione frontonale di un tempio o di una statua e dovrebbe risalire alla prima metà del VI secolo. Unico esempio del genere mai rinvenuto a Paestum, potrebbe appartenere alla prima generazione di scultura monumentale attestata in Grecia e nell’Italia del Sud, come si evince in particolare dalla capigliatura «a scalini» e dagli occhi a forma di mandorla, tipici dello stile cosiddetto dedalico.

«L’estate 2019 è destinata ad entrare di diritto tra quelle che contano davvero per la storia archeologica di Paestum. – prosegue Zuchtriegel – Prima, a giugno, la scoperta di un tempio del V secolo a.C.; poi, qualche giorno fa, la scoperta di un frammento di scultura arcaica nel santuario di Athena; ora questo importante ritrovamento». «La scultura arcaica a Paestum è finora nota soprattutto grazie ai resti del fregio del primo tempio di Hera presso la foce del fiume Sele a Nord di Paestum. Ma tutte le opere che conosciamo di questo orizzonte cronologico, ovvero del VI sec. a.C., sono realizzate in arenaria. Questa è la prima scultura in travertino. In questi giorni stiamo recuperando importanti informazioni sulla scultura in pietra da Poseidonia. Il nostro auspicio è che, con il prosieguo della ricerca – conclude – riusciremo a ricostruire un quadro più dettagliato su questa forma artistica, finora poco nota a Paestum».

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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