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Pasqua e Pasquetta nel Cilento e Vallo di Diano: dove andare e cosa fare

di Redazione

Sarà una Pasqua con la minaccia del maltempo ma anche libera da restrizioni, dopo due anni di pandemia. Dalla costa a nord di Capaccio Paestum a Sapri, la più a sud, al confine con la Basilicata, dai monti Alburni al Vallo di Diano, compresi i piccoli borghi che popolano l’entroterra, sono tante le proposte, in termini di luoghi da scoprire, per trascorrere il weekend delle festività pasquali, il primo dalla fine dello stato d’emergenza. Ne segnaliamo alcuni.

Il parco archeologico di Paestum. Meta turistica famosa in tutto il mondo, conserva i monumenti più belli della Magna Grecia, se non di tutto il mondo classico. Imperdibile un’escursione tra i tre templi dorici di Hera, Cerere e Nettuno, il Foro con l’agorà, l’erario, le tabernae e il comitium, quindi la piscina, l’anfiteatro e il sacello ipogeico. La visita al locale Museo Archeologico Nazionale permette, tra l’altro, di ammirare la famosa Tomba del Tuffatore, uno dei rarissimi affreschi tramandati dalla pittura greca.

Area archeologica di Velia, nel comune di Ascea. E’ il luogo in cui è nata la scuola filosofica, ideata dai celebri pensatori come Zenone e Parmenide. Ha ospitato anche la Scuola Medica, ed è stata il punto di partenza dell’antica “Via del Sale”. Oggi l’area archeologica consente di ammirare il complesso termale, il tempio ionico, il teatro, l’agorà, la Torre nonché la famosa Porta Rosa, tra i più antichi esempi di architettura occidentale che sfrutta l’arco a tutto sesto.

Affondatore di Vallivona, nel comune di Sanza, sul Monte Cervati. E’ uno dei fenomeni carsici più importanti del meridione d’Italia, si trova a quota di 1100 metri sul livello del mare. E’ la fotografia della natura geologica del massiccio del Cervat. E’ una grotta di attraversamento lunga circa 500 metri che si percorre con l’aiuto di torce elettriche. Una volta dentro l’inghiottitoio lo scenario è strepitoso, si ha la percezione della sua grandezza, della sua forma ellittica e dell’alta valenza naturalistica dell’ambiente vegetale.

Battistero di San Giovanni in Fonti. E’ al confine tra il Comune di Sala Consilina e Padula. E’ il monumento cristiano più antico e illustre del Vallo di Diano. Si tratta di un Battistero unico in Italia per la presenza di una sorgente al centro della chiesa, le cui acque raccolte in una vasca permettevano il battezzo per immersione. Rappresenta uno dei più antichi insediamenti cristiani in età costantiniana.

Certosa di San Lorenzo, a Padula. La Certosa di Padula fu fondata da Tommaso Sanseverino nel 1306 sul sito di un esistente cenobio ed è dedicata a San Lorenzo.  Occupa una superficie di 51.500 m² sulla quale sono edificate oltre 320 stanze. Ha il più grande chiostro d’Europa ed è contornato da 84 colonne. Una grande scala a chiocciola, in marmo bianco, porta alla grande biblioteca della reggia del silenzio.

Oasi Wwf Grotte del Bussento di Morigerati. Il fiume Bussento, dopo aver percorso il suo viaggio nelle viscere della terra, riappare sotto l’abitato di Morigerati. L’intera zona offre uno degli spettacoli più belli e di maggior richiamo naturalistico del Parco. La passeggiata inizia da Morigerati con una bellissima mulattiera lastricata in pietra ed in parte scavata nella roccia che, dopo una serie di tornanti in discesa, porta fino all’ingresso della grotta. Da qui si entra con una stretta scaletta in pietra e si oltrepassa il profondo e spettacolare canyon, scavato dal fiume, con due ponticelli in legno. All’esterno, poi, il fiume offre delle suggestive vedute lungo la gola, dove acque limpide e fresche formano scorrendo tra profonde e suggestive pozze, rapide e cascate.

Santuario di Pietrasanta, a San Giovanni a Piro. Santuario dedicato alla Madonna di Pietrasanta situato a 603 metri sul livello del mare, si affaccia sul golfo di Policastro. A poche centinaia di metri il Pianoro di Ciolandrea, una terrazza stupenda con un panorama mozzafiato su quattro regioni e sulla Costa della Masseta. Nello stesso comune, a Bosco, è possibile visitare il Museo “Casa Ortega” che è stato per alcuni anni la dimora dell’artista José García Ortega.

Grotte di Pertosa e Auletta. Le Grotte di Pertosa-Auletta sono l’unico sito speleologico in Europa dove è possibile navigare su un fiume sotterraneo, addentrandosi verso il cuore della montagna. Il fiume Negro nasce in profondità e vi offre un affascinante e inconsueto viaggio in barca, immersi in un silenzio magico, interrotto soltanto dal fragore degli scrosci della cascata sotterranea. Le Grotte si estendono per circa tremila metri nel massiccio dei Monti Alburni, in un percorso ricco di concrezioni, dove stalattiti e stalagmiti decorano ogni spazio con forme, colori e dimensioni diverse, suscitando stupore ed emozione.

Grotte di Castelcivita. Si estendono per svariati chilometri nel massiccio dei Monti Alburni, nei comuni di Castelcivita e Controne, ma solo 1700 metri sono accessibili ai visitatori. Si tratta di un complesso di cavità carsiche particolarmente ricche di stalattiti e stalagmiti dalle mille forme; con un totale di circa 4800 m di lunghezza, rappresentano oggi uno dei complessi speleologici più vasti dell’Italia meridionale. 

Capo Palinuro.  Il mare è cristallino. Le spiagge ampie e sabbiose si alternano a tratti rocciosi accessibili solo via mare che nascondono veri gioielli naturali quali la spiaggia del Buon dormire.

Marina di Camerota. Marina di Camerota, incastonata tra promontori rocciosi a strapiombo sul mare, è una delle mete del Cilento più frequentate, preferita dal turismo balneare per la bellezza delle spiagge e per il mare cristallino.

Trentinara. Un piccolo mondo fatto di murales, poesie e indicazioni stradali che conducono nel borgo dell’amore. Peculiare è il segnale d’obbligo che invita a baciarsi con la frase “Kiss… please”. Il fascino di Trentinara è anche la zipline “Cilento in Volo”, che in un abbraccio adrenalinico, attraversa un territorio panoramico da favola.

Sono tanti i borghi da visitare, oltre quelli citati, da Felitto, noto per i suoi fusilli, a Vibonati, noto per i portali e per un centro storico tra i più belli del Cilento. E poi Castellabate, i Capelli di venere a Casaletto Spartano, il borgo marinaro di Scario, Pisciotta, Acciaroli (tra i più belli del Cilento) Teggiano e le sue chiese, Laurino, la forra dell’Emmisi a Rofrano e i panorami di Tortorella. Per conoscerli tutti si può visitare il sito del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

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