Camerota, pakistano urla «Allahu Akbar» e lascia borsa sospetta in strada. Poi minaccia di gettarsi in mare

E’ successo due volte in altrettanti giorni. Un uomo pakistano, quasi sempre in preda ai fumi dell’alcol, si aggira con fare sospetto tra le strade del centro di Marina di Camerota. Si siede a terra, in strada, poi rivela ai passanti di «voler morire». «Uccidetemi, uccidetemi» biascica utilizzando un italiano poco comprensibile. E i turisti che incontra lungo il suo cammino scappano via. Martedì pomeriggio l’ennesimo episodio: in via Bolivar resta seduto sul lato sinistro della carreggiata per diverso tempo. Si sdraia, apre uno zaino, poi urla «Allahu Akbar» e tenta di fermare le auto in transito. Qualche cittadino che abita in zona segnala il caso attraverso i social network. La sera dello stesso giorno, quando sono passate da pochi minuti le 19, ha chiesto ad alcuni commercianti della zona di lasciare lo zaino nella loro attività. I negozianti hanno risposto tutti negativamente, impauriti forse dagli episodi di cronaca internazionale che i tg hanno reso noti nell’ultimo anno. Nella notte tra martedì e mercoledì, lo stesso uomo, vestito con abiti orientali tipici della sua nazione, ha minacciato di gettarsi in mare dalla scogliera in località Calanca. Non ha un lavoro stabile e la sua dimora non è nota. In estate ha lavorato vendendo collane e altri oggetti in spiaggia, ora ha sospeso la sua attività e va in giro per le stradine del borgo costiero cilentano attirando l’attenzione di residenti e turisti.

@martinoluigi92

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