La strage continua, parte seconda

di Federico Martino

Da un pescasportivo arriva una segnalazione che ha un che di inquietante.

L’appassionato di pesca racconta la sua esperienza: "Mentre pescavo a traina di fondo, nella giornata di ieri al largo della spiaggia Calanca di Marina di Camerota, ho notato una barca da pesca professionista, la cosiddetta “cianciola” che pescava a pochi metri dalla battigia. Mi sono avvicinato e con il mio ecoscandaglio ho notato che pescava a soli -36 metri di fondale, con reti di circuizione, anche se la legge dice che questo tipo di pesca, non si può effettuare al di sopra dei -50 metri di fondale. Queste imbarcazioni da pesca che navigano sotto costa individuano i branchi di pesce con lo scandaglio, lo accerchiano con una rete detta a "circuizione" e tirano sù portando in superficie tutto quello che c’è sotto. Si seleziona il pescato, mettendo il pesce da una parte e lo scarto, composto da bottiglie, lattine rugginose e tantissimi altri rifiuti, lo ributtano in mare tutto nello stesso posto. I pescatori locali quando poi caleranno in mare le loro reti tradizionali come la monofilo, la schietta o il classico tramaglio che posato sul fondo per prendere delle gustosissime triglie, dentici, saraghi, scorfani, portano a bordo tante schifezze di ogni genere causando il più delle volte strappi e tagli nelle maglie".

Il pescatore continua dicendo:" Mi sono avvicinato e dopo aver documentato il fondale con il mio ecoscandaglio, ho fotografato l’imbarcazione e in quel momento i pescatori si sono coperti il volto con le classiche tute da pesca gialle intimandomi di allontanarmi. Dal momento che non ho dato cenno di farlo, hanno cominciato a venire verso di me ed io credendo di essere speronato mi sono allontanato".

Le foto pubblicate sono state scattare dal nostro lettore e rendono l’idea di dove e come si effettua questo tipo di pesca.

      

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