Pesci «mostruosi» catturati anche a Camerota: il caso si allarga a macchia d’olio

Sono stati catturati altri pesci sospetti l’altra mattina nel mare della costa del Cilento a largo di Marina di Camerota da un pescatore del luogo. L’uomo del posto, esperto pescatore, una volta tornato a casa, ha cotto e pulito degli sgombri con la spina bifida, ovvero una doppia spina dorsale, del tutto anormale, la stessa riscontrata anche in alcuni tonnetti alletterati trovati la scorsa settimana al largo di Agropoli. Anche in questa occasione la «particolarità» dei pesci è stata notata dopo la cottura, in quanto gli stessi avrebbero dovuto essere inseriti in vasetti di vetro affinché si conservassero sott’olio. La storia si allarga a macchia d’olio e nel Mediterraneo scoppia il caso. In Calabria, per la stessa situazione e gli stessi rinvenimenti, la procura ha aperto un’inchiesta. I valori delle lische analizzate in Calabria erano risultate contaminate da idrocarburi policiclici aromatici e da policlorobifenili ritenuti al di sopra della norma, entrambi pericolosi per l’uomo. Quelli pescati nel Cilento sono stati inviati ad un laboratorio, ma i risultati non sono ancora pronti. Intanto sale la preoccupazione. «Non è detto che anche i pesci catturati al largo di Camerota siano contaminati – spiega un esperto del settore – ma la malformazione alla spina dorsale non è dovuta a fattori naturali».

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