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Piano Vetrale, il paese dei murales dove nacque Paolo de Matteis | VIDEO

di Luigi Martino

di Luigi Martino

«Immagina nel 1662, quando è nato Paolo De Matteis. Se oggi è difficile spostarsi e andare lontano e diventare qualcuno ma in termini lavorativi, pensa all’epoca, prima del ‘700, un ragazzo che viveva in un paese dove c’era veramente solo l’agricoltura, non c’erano strade, non c’era niente, e raggiungere il livello per il quale tu diventi il pittore che riesce a realizzare la Cappella di un Papa, quella di Benedetto XIII. E’ una cosa immensa. Che salto sociale che ha fatto per essere riuscito a dipingere per Papi e Re partendo da Piano Vetrale. Paolo De Matteis può essere visto come un esempio per il Cilento. Colui che dal nulla è diventato grande in tutto il mondo». Cristian Santomauro mi ha accompagnato alla scoperta dei profumi e delle emozioni di Piano Vetrale, piccolo paese del Cilento, frazione del comune di Orria.

Trecento anni dopo a Piano Vetrale c’è sicuramente qualcosa in più e forse l’arte che si respira sopra ogni pietra, sotto ogni arco, è merito senza dubbio di quell’allievo di Luca Giordano. Il Regno di Napoli se lo ricorda bene. E adesso, qui, nelle viscere di questo borgo che si fonde con l’antica tradizione rurale e contadina del Cilento, in ogni casa, in ogni racconto, c’è la storia e il coraggio di De Matteis.

Gli oltre cento murales vanno a comporre un autentico museo a cielo aperto e fanno compagnia alle 300 anime che abitano questo che dall’alto somiglia in modo forte ad un presepe scolpito tra gli odori veri della macchia Mediterranea. Dal 1977 artisti provenienti da ogni parte del mondo hanno dato libero sfogo alla propria arte. Chi passeggia, inconsapevolmente, sfoglia un catalogo esclusivo di centinaia di opere che, di tanto in tanto, vengono riprese, curate e, perchè no, estese. 

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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