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Pilates in gravidanza, il corso fa bene a mamma e bebè | INTERVISTA

di Marianna Vallone

Fino a non molto tempo fa si consigliava alle donne in dolce attesa riposo più o meno assoluto e pranzi e cene per due. Suggerimenti che oggi nessuno si sognerebbe di dare ad una quasi mamma. Perché studi medici hanno dimostrato quanto la sedentarietà sia una nemico della salute, e l’inattività un fattore a rischio che può portare a difficoltà durante il parto o lento recupero post partum. Ormai è assodato che una regolare attività fisica renda più confortevoli i mesi con il pancione, per benefici all’adulto e al bambino. Il pilates, se praticato in dolce attesa, è una delle attività migliori in assoluto. Lo conferma l’esperto, Mauro Pacifico, e lo sanno bene le future mamme che nei giorni scorsi nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Immacolata hanno seguito un corso di pilates che il dottor Pacifico, attualmente responsabile dei programmi di Pilates e di riabilitazione motoria a Sala Consilina, ha voluto regalare all’ospedale di Sapri come lezione preparatoria ad uno dei momenti più importanti di ogni donna. Mauro, perché il pilates rientra tra le attività migliori in gravidanza? Perché con il pilates si va a lavorare dal punto di vista di un riequilibrio posturale sui muscoli interessati, che sono la globalità, tranne gli addominali. Quindi si lavora sui gluteli, paravertebrali, muscoli del collo, i muscoli delle gambe ecc. Successivamente, in una fase post parto, si rientra in un lavoro di globalità, con gli addominali e il pavimento pelvico, quindi si lavora davvero su tutto il corpo. E’, quindi, l’attività più completa? Non c’è un’altra attività come il pilates che in simultanea faccia lavorare i muscoli, dai tensori del collo, ai muscoli del collo del piede. Sono muscoli che lavorano in sinergia. Naturalmente con l’ausilio delle macchine, della reformer, della cadilac e di altri strumenti  che il Pilates ha inventato, aiutano in quello che è un riequilibrio posturale. Così si lavora sempre in maniera bilanciata ed equilibrata, sia con la parte destra che con la parte sinistra. E nessuna attività sostanzialmente riesce a fare questo. E’ un lavoro che si fa sulla precisione, sul controllo, sul respiro, sulla fluidità. A proposito di respiro, nel pilates quanto è importante la respirazione? La respirazione, insieme alla fluidità dei movimenti, alla concentrazione, alla precisione, alla ricerca del baricentro, è fondamentale. Un esercizio fatto in maniera corretta con una respirazione appropriata è decisamente più efficace rispetto ad un lavoro fatto con una respirazione più appropriata. Il problema è che non siamo abituati a respirare bene, non riusciamo a fare un lavoro di respirazione. E allora le maggiori difficoltà soprattutto in una fase iniziale, per i neofiti, è proprio quella. Per chi è in dolce attesa, il pilates è consigliato fin da subito? Seguo persone dal terzo mese in poi; esclusi i primi tre mesi di gravidanza, si può tranquillamente lavorare con il pilates. E nell’immediatezza anche il giorno stesso del parto volendo si può iniziare un programma di recupero, nei parti naturali. Alle mie clienti consiglio fin da subito alcuni movimenti che fanno decisamente bene alla mamma e al bambino. Com’è stata l’esperienza con le future mamme dell’ospedale di Sapri che hanno seguito la sua lezione di Pilates? Credo che ce ne saranno altre, hanno lavorato molto sulla respirazione e sono certo che anche per loro sia stata un’esperienza importante. Sfoglia la fotogallery

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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