Polemica per gol a gioco fermo, Casaletto calcio: «A Ceraso ci hanno trattato come le bestie»

Botta e risposta tra le società di calcio di terza categoria che militano nel girone F del campionato campano. Il Ceraso del vice presidente e calciatore Antonio Cerullo sostiene che «il Casaletto nella partita di ritorno ha spintonato l’arbitro e segnato grazie ad un’azione dove il pallone doveva essere restituito». Dopo le dichiarazioni di Cerullo, la polemica (che in rete era partita nei minuti subito dopo il fischio finale del direttore di gara) si è infervorata. Sulla pagina Facebook del Casaletto calcio sono apparse delle scritte come «Il fairplay non esiste» e «nel calcio si può vincere anche con delle furbizie». Poi sono volate alcune minacce da parte di giocatori e tifosi di entrambe le compagini. Ora in redazione arriva la lettera del Casaletto Spartano calcio che ci tiene a precisare alcuni aspetti. La pubblichiamo di seguito integralmente:

Facendo riferimento all’articolo  pubblicato sul giornaledelcilento.it riguardante la partita di calcio disputata il giorno 12 aprile sul campo “Italo Petrosino” di Casaletto Spartano tra le squadre calcistiche ASD Casaletto Calcio e Ceraso United ASD e premettendo che la squadra di calcio del Casaletto è composta per circa l’80% da ragazzi dai 16 ai 25 anni, tutti giovani educati e con voglia di mettersi in gioco che affrontano ogni volta con passione e agonismo le partite calcistiche, si vuole rispondere a quanto dichiarato dal vice-presidente (pseudo-giocatore) Antonio Cerullo della Ceraso United Asd. Dichiara il giocatore Enrico Galatro: «Prima di iniziare a parlare della partita del 12 aprile, vorrei ritornare un attimo al 11 gennaio 2015, giorno della partita di andata sul campo del Ceraso. Coloro che si definiscono persone educate e  una squadra rispettosa nei confronti degli avversari ci hanno trattato peggio delle bestie  tra insulti, minacce, sputi e cattivi falli di gioco (voglio ricordare solo il fallo del loro numero 7 sul nostro libero a gamba tesa tagliando addirittura il pantaloncino e subendo quest’ultimo una ferita lacero-contusa alla coscia). Minacce che sono, poi, proseguite, anche dopo la fine della partita quando il loro “pseudo-dirigente/giocatore” con la maglietta numero 9 e se non ricordo male si trattava proprio di Cerullo che prendeva il posto del loro guardalinee perchè veniva espulso minacciava di aspettarci fuori dai cancelli e rincorreva con la bandierina il nostro unico tifoso accorso». 

Poi il racconto continua spostando l’attenzione al match di ritorno: «Arriviamo alla partita del 12 aprile, io sono andato a salutare, come è buona abitudine fare con le squadre avversarie, sottolineando che  il mio saluto è stato un saluto educato e senza la presenza di minacce o quant’altro nei confronti degli avversari e invitando a disputare una partita corretta e regolare e implorando di non comportarsi nelle stesso modo che si erano comportati all’andata, tanto è vero che il “pseudo giocatore/diriginte” Antonio Cerullo, in segno di rispetto, mi ha stretto la mano». Il calciatore del Casaletto continua: «Andiamo al match: i signori avversari hanno giocato un buon calcio, nel primo tempo, chiudendolo in vantaggio di due reti e credendo di avere la partita in tasca. Il secondo tempo è iniziato con un generoso rigore a nostro favore fischiato dall’arbitro, il quale ha, poi, sorvolato su un altro fallaccio in area di rigore avversaria che avrebbe dovuto concedere il secondo penalty. Secondo la versione, invece, della squadra del Ceraso che dichiara di aver assistito a minacce e piogge di insulti nei confronti dell’arbitro, umiliato, offeso, spintonato e lui non ha mai preso provvedimenti nei confronti di dirigenti e calciatori tutti, forse, mi va di dire,  che la squadra del Ceraso ha assistito ad un altro match! Infatti, dal referto arbitrale risultano giustamente allontanati dal campo un dirigente dalla panchina e due calciatori del Casaletto! Questa a dimostrazione che l’arbitro ha punito chi ha utilizzato parole o gesti non opportuni. Se, poi non ricordo male la squadra ospite era quella in divisa bianca che a fine partita (dirigenti compresi) ha accerchiato, spintonato, offeso e insultato l’arbitro accompagnato negli spogliatoi solo grazie all’intervento dei dirigenti del Casaletto – precisa ancora Galatro – l’arbitro con cui si è disputata la partita del 12 aprile è per noi, Caseletto Asd, tra i migliori arbitri con cui abbiamo avuto il piacere confrontarci calcisticamente».

Dopo gli elogi al direttore di gara il calciatore spiega l’episodio più contestato dal Ceraso: «Infine, veniamo all’episodio che ha deciso la partita (per la cronaca giocata per quasi tutti i 90′ nella metà campo del Ceraso): negli ultimi dieci minuti di gioco, i nostri calciatori vedendo un risultato di pareggio, si sono catapultati tutti nella meta’ del campo avversario, che durante uno scontro calcistico l’arbitro ha dovuto fermare il gioco al limite dell’area del Ceraso proprio mentre il nostro attaccante stava per calciare in porta dalla palla in due è, poi,  nato il goal che ha portato alla vittoria del Casaletto. Il signor Cerullo ha ammesso che il loro portiere non era in porta quando in realtà ha anche tentato di parare il tiro e il comportamento non sportivo è stato quello del Ceraso che non ci ha restituito il pallone quando la palla prima dell’interruzione del gioco era a nostro favore. Questo goal ha fatto esplodere i numerosissimi tifosi accorsi che hanno esultato per la vittoria». Poi conclude: «Ancora, mi chiedo come si fa a parlare di fairplay, quando il possesso palla era del Casaletto. Infine, voglio precisare che la battute scritte sul web e social network sono soltanto degli sfottò sportivi per la rivalità calcistica tra le due compagini e non sono assolutamente offese personali a nessuno della squadra avversaria, di conseguenza invito ad una riflessione e, poi, delle scuse nei nostri confronti da parte del Ceraso United». Il segretario Di Stasi fa notare che «sulla pagina Facebook del Ceraso United è comparso un hashtag #ilfairplay esiste con il commento di un dirigente del Ceraso secondo il quale in caso un giorno di vittoria del campionato verrebbero a mettere fuoco al nostro paesello, cosa non degna per una squadra che da domenica si proclama “come squadra onesta” e che ha subito il più grave torto della storia del calcio e che secondo me la cosa più grave hanno definito la squadra del parroco. La società asd Casaletto calcio si rende comunque disponibile per qualsiasi confronto televisivo».

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