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Giuliano chiudere gli ospedali di Polla e San´Arsenio

di Federico Martino

L’emergenza sanità, nel Vallo di Diano, la si percepisce nei suoi aspetti più critici nelle parole dei cittadini. "Meglio chiuderli, i due ospedali di Polla e di Sant’Arsenio. Così come ridotti, è inutile tenerli aperti". E’ il refrain che è sulla bocca di tutti, riferito da chi sa bene che solo un miracolo potrebbe far ritornare agli antichi splendori i due ospedali che, fino a qualche anno fa, erano presi ad esempio sul piano della qualità delle prestazioni prestate, tanto che molti pazienti della vicina Basilicata e Calabria preferivano ricorrervi in caso di necessità. Ora succede l’esatto contrario. E che la sanità stia vivendo una crisi profonda la si legge anche sul volto di medici ed infermieri, tanto che addirittura, probabilmente alle prese con turni di lavoro massacranti ed incapaci essi stessi di fornire le legittime risposte che la gente si attende, qualche volta si assiste anche a comportamenti scorretti nei confronti dei pazienti stessi. La situazione è drammatica- dice il consigliere provinciale Rocco Giuliano- E’ importante, ora, elaborare una pianificazione capace di dar vita a qualche eccellenza, capace di ridare vitalità alle nostre strutture sanitarie. Tanto per cominciare- taglia subito corto Giuliano- non possiamo più continuare a pensare di avere un ospedale sotto ogni finestra. Pertanto, come prima cosa, si dovrebbe chiudere l’ospedale di Sant’Arsenio,dove potrebbero essere trasferiti i servizi sanitari presenti sul territorio e concentrare a Polla l’attività ospedaliera. In questo modo si risparmierebbero tanti soldi e, soprattutto, si razionalizzerebbero al meglio le prestazioni sanitarie." Per il consigliere regionale Donato Pica, invece, il discorso va affrontato a 360 gradi e deve interessare l’intera provincia. "Anziché riferirsi a dati e parametri d’ufficio che risultano essere a volte insufficienti e a volte non rispondenti alla realtà- dice l’on. Pica- sarebbe auspicabile l’istituzione di una commissione tecnica di verifica, incaricata di valutare sul posto per ogni presidio ospedaliero l’andamento delle attività sanitarie ed il tasso di occupazione dei posti letto. E’ necessario, pertanto, riconsiderare la riorganizzazione e la destinazione dei Presidi Ospedalieri di Oliveto Citra, Polla-Sant’Arsenio, Eboli, Battipaglia, Oliveto Citra, Cava De’ Tirreni, Pagani e Scafati, ognuno dei quali ha e può continuare ed avere un ruolo fondamentale, così come va scongiurata la chiusura dell’ospedale di Agropoli. Va , inoltre, verificata l’effettiva utilità di più strutture di riabilitazione sul territorio provinciale, affrontando subito il tema del Piano per l’emergenza e della creazione di strutture specialistiche e per la cura delle malattie oncologiche, soprattutto in zone ad alto rischio per note emergenze ambientali" .

 

fonte: Il Mattino

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