Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” e Premio “Paestum Mario Napoli”

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Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” e Premio “Paestum Mario Napoli”

A giugno 2023 sarà possibile visitare l’itinerario sommerso del Relitto del Lombardo appartenuto e utilizzato da Garibaldi durante lo sbarco dei Mille e poi dopo qualche anno naufragato al largo delle Isole Tremiti in Puglia: lo ha annunciato oggi alla XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico Barbara Davidde Soprintendente Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo nel corso della 2ª Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo.

“La Soprintendenza Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo del MiC – ha raccontato Barbara Davidde – sta portando avanti il percorso di realizzazione del progetto Amphitrite volto a creare itinerari subacquei all’interno di cinque Aree Marine Protette italiane: quella delle Isole Tremiti in Puglia, le Cinque Terre e Portofino in Liguria, Baia in Campania, Crotone in Calabria, Capo Testa – Punta Falcone in Sardegna. Alcuni di questi itinerari saranno dotati di una rete di nodi sensori che, grazie all’internet underwater things, permetterà la visita dei siti con dei tablet che hanno al loro interno la realtà aumentata e la ricostruzione di come doveva essere in antico il sito sommerso. Questo tipo di visita esiste già nel Parco di Baia e sarà realizzato nelle Isole Tremiti sicuramente sul relitto del Lombardo e forse anche sul Relitto delle Tre Senghe per il quale stiamo terminando gli studi propedeutici”.

La 2ª Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo – organizzata dalla Borsa nel ricordo del grande archeologo e studioso Sebastiano Tusa che ha vissuto la sua vita al servizio delle istituzioni per contribuire allo sviluppo locale e alla tutela del Mare Nostrum – è stata anche l’occasione per la Soprintendente Davidde per lanciare, insieme a Ulrike Guérin Programme Specialist 2001 Convention on the Protection of the Underwater Cultural Heritage UNESCO Culture Sector, l’idea di creare una rete di percorsi subacquei e di proporre questi itinerari per l’iscrizione nella lista delle buone pratiche per la valorizzazione e la protezione del patrimonio culturale subacqueo. “Per noi è importante anche per dare il nostro appoggio e rendere il patrimonio acquatico sempre più accessibile, a patto che l’itinerario sia gestito”, ha spiegato Ulrike Guérin che ha aggiunto “una candidatura sicuramente da presentare quale esempio di buona pratica per gli itinerari subacquei è quella del Parco sommerso Baia” rivolgendosi al Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei Fabio Pagano. Alla conferenza, con il coordinamento scientifico di Luigi Fozzati, sono intervenuti Valeria Patrizia Li Vigni Presidente Fondazione Sebastiano Tusa, Ferdinando Maurici Soprintendente del Mare della Regione Siciliana, Cristiano Tiussi Direttore Fondazione Aquileia.

Sempre nel ricordo dell’archeologo siciliano, il Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” è stato consegnato a Eric Rieth Direttore emerito CNRS Centre National de la Recherche Scientifique di Francia e Responsabile Dipartimento Archeologia Navale Museo Nazionale della Marina di Parigi per il riconoscimento alla carriera; Andrea Camilli Direttore del Museo delle Navi Antiche di Pisa per il progetto “Grande Tirreno” per il progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici; Pippo Cappellano Giornalista, regista, foto cineoperatore subacqueo e autore di documentari per il miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione. “Un’iniziativa a cui teniamo molto – ha rimarcato il Fondatore e Direttore della BMTA Ugo Picarelli – per portare avanti l’eredità pionieristica dell’amico della Borsa Sebastiano Tusa”.

Dal PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, arrivano 500 milioni di euro per il completamento del Piano Nazionale di Digitalizzazione del Patrimonio Culturale. Dodici i progetti messi in campo dal Ministero della Cultura, quattro dei quali afferenti all’area specifica della digitalizzazione dei beni custoditi presso musei, biblioteche, istituti culturali. Una svolta decisiva, annunciata da Antonella Negri Funzionario Istituto per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale del MiC nel corso del Workshop ArcheoVirtual “Verso il Metaverso: il patrimonio culturale nell’universo virtuale immersivo che farà da sfondo agli scambi economici e sociali di domani”. Introdotto e moderato da Augusto Palombini dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, coordinatore scientifico di ArcheoVirtual, il Workshop, aperto da un breve indirizzo di saluto del Direttore della Borsa, Ugo Picarelli, e da un intervento di Costanza Milani Direttore CNR ISPC è servito essenzialmente a fare il punto sulle straordinarie opportunità che lo sviluppo del Metaverso, ossia la sfida dei nuovi ambienti immersivi e dei mondi artificiali, mette a disposizione della fruizione dei beni culturali digitalizzati. Un “matrimonio”, quello tra la nuova tecnologia targata Zuckerberg e la digitalizzazione dei tesori d’arte e cultura custoditi nei musei, inevitabile, secondo Palombini, che ha sottolineato come i beni culturali siano tra i migliori e più qualificati contenuti per riempire quel grande contenitore che si avvia a diventare il Metaverso. L’edizione 2022 di ArcheoVirtual – un percorso iniziato 15 anni fa, ha ricordato il Direttore Picarelli – ha ruotato esclusivamente intorno alla rielaborazione operata da Meta di una tecnologia che, come ha sottolineato Davide Borra CEO di NoReal Interactive in realtà esiste già da una ventina d’anni e che può trovare nuove modalità di diffusione e sviluppo dall’interazione con i social media.

Proprio a fianco alla Sala Cerere, dove si è svolto il Workshop, i visitatori della Borsa hanno potuto ammirare in questi giorni i più innovativi progetti realizzati nell’ultimo anno nel nostro Paese. La Mostra ArcheoVirtual “Verso il Metaverso” ha ospitato infatti 7 applicazioni, attraverso le quali il pubblico ha potuto immergersi in altrettanti ambienti virtuali, ricostruiti in 3D per la fruizione immersiva: Arzachena Civiltà Millenaria, eArcheo HI Cerveteri, Realverso Lucanum, mAPOD4D, Due passi al Louvre con il tuo avatar, MetaHeritage, ATON per il Metaverso. Esperienze di fruizione sempre più avanzate, che coinvolgono ormai tutti i sensi stabilendo un’interazione completa tra l’utente e i beni culturali riprodotti virtualmente. Tra le Regioni più avanti su questo specifico terreno, c’è proprio la Campania, il cui portale interattivo riservato ai Beni culturali ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Al Workshop ha preso parte Luciano Ragazzi Direttore esecuzione MTC SIC Ecosistema digitale per la cultura della Regione Campania.

Un viaggio nel mistero del mito e nell’evidenza scientifica dell’astronomia ha caratterizzato l’incontro con Syusy Blady, prima protagonista del ciclo di Incontri con i Protagonisti. La Blady ha presentato “Ingegneri del Cosmo”, un viaggio intrapreso con l’ausilio dell’astronomo Alessandro Morbidelli, basato sull’omonimo libro di Marco Pesci e realizzato dall’artista digitale Lorenzo F.P. Mariani. Nel filmato c’è un confronto tra l’antico mito sumero della creazione del mondo e le ultime tesi astrofisiche e si scoprono parallelismi sorprendenti e inediti.

“Nel mito sumero si parla della Terra, ma anche della formazione del sistema solare e, in particolare dei pianeti, nati da uno scontro tra gli dei – ha detto la Blady – i riferimenti nella storia sono precisi e rimandano a scoperte recenti, confermando quello che ho sempre pensato: i miti sono affascinanti perché nascondono evidenze storiche”.

A soffermarsi sulle opportunità e i nuovi progetti scaturiti dall’emergenza sanitaria è stata Barbara Jatta Direttore Musei Vaticani. “Nei due anni di pandemia – ha raccontato Barbara Jatta – ci siamo concentrati su restauri importanti, rivolgendoci ai privati con cui abbiamo avuto un ottimo riscontro. Abbiamo restaurato la quarta delle Stanze di Raffaello, riallestito l’ottava sala dei Musei Vaticani e restaurati reperti egizi ed etruschi, proseguendo anche nella sfida del digitale: nel 2017 avevamo inaugurato un nuovo portale che stiamo implementando per mostrare anche le opere che sono nei depositi”.

“Negli anni della pandemia ci siamo dedicati a interventi che con il pubblico non sarebbe stato possibile effettuare – ha sottolineato Alfonsina Russo Direttore Parco Archeologico del Colosseo – stiamo puntando sui percorsi multimediali, ponendo grande attenzione sulla nuova sfida dell’ecosostenibilità: puntiamo sulla cura del verde e sul risparmio energetico”. 

Restauri importanti anche per il Museo del Bardo di Tunisi come ha annunciato il Direttore Fatma Naït Yghil: “Abbiamo restaurato la parte del bardo toccata dall’attentato del 2015 e fatto nuovi investimenti sulla sicurezza: il restauro ha riguardato il tesoro dove sono conservati reperti eccezionali del nostro museo, le vetrine colpite e due sale con gioielli antichi e reperti numismatici. Questa parte è stata chiusa per sei anni dopo l’attentato. Ora stiamo restaurando il tetto ligneo”.

A chiudere il ciclo degli Incontri Zahi Hawass archeologo, già Ministro egiziano delle Antichità e Direttore scavi a Giza, Saqqara e Valle dei Re che ha raccontato avvincenti aneddoti sulle sue scoperte, rivelando l’ultimo scavo in ordine di tempo, che risale ad una settimana fa. “La scorsa settimana abbiamo trovato una tomba sigillata che, una volta aperta, ha rivelato una grande sala al centro della quale abbiamo trovato un sarcofago di pietra calcarea di 4300 anni fa – ha raccontato Hawass – all’interno ho trovato una delle più belle mummie ritrovate in Egitto, tutta coperta d’oro”.  L’archeologo egiziano ha poi raccontato di essere alla ricerca della mummia della regina Nefertiti che prevede di trovare “prima della fine di dicembre, con l’aiuto del Dna”. Non è mancato un rimando alla scoperta della “città d’oro”, che gli è valso l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, e un approfondimento sul suo impegno sul fronte della restituzione all’Egitto dei molti reperti in mostra nei musei europei e statunitensi, tra cui la Stele di Rosetta custodita al British Museum di Londra e il busto di Nefertiti in mostra a Berlino. “Ho fatto tornare in Egitto già circa 6mila reperti. Credo fermamente che anche la Stele di Rosetta e il busto di Nefertiti, insieme ai tanti oggetti ancora esposti nelle teche di tutto il mondo, saranno mostrate nel nuovo museo che inaugureremo presto in Egitto, vicino alle Piramidi – ha concluso l’archeologo egiziano – Intanto sono impegnato sul fronte delle celebrazioni, il 4 novembre, per ricordare il ritrovamento della tomba di Tutankhamon”.

In occasione della terza giornata si sono incontrati a Paestum i partecipanti al progetto “Piano di sviluppo del patrimonio archeologico nei Paesi del Mediterraneo”, evento organizzato su iniziativa del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali (CUEBC) e di ICOMOS Italia. Tra i partner presenti, il Ministero degli Affari Culturali della Tunisia, l’Università Mohammed V di Rabat (Marocco), ICOMOS Giordania e il Parco Archeologico di Pompei.  Il progetto – introdotto da Alfonso Andria Presidente del CUEBC e dall’Ambasciatore Francesco Caruso e illustrato da Maurizio Di Stefano Presidente ICOMOS Italia – guarda al patrimonio archeologico della regione mediterranea come un’opportunità per sintetizzare i valori identitari del Mediterraneo e costituire occasione di sviluppo e interculturalità rappresentata da valori storici e antropologici e da nuovi approcci alla conoscenza e alla consapevolezza, puntando a costruire una rete dei Parchi Archeologici del Mediterraneo.


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