Prima dell’omicidio Vassallo «brasiliano» accoltellato in una discoteca del Cilento: Antimafia verifica probabili collegamenti

Le voci si rincorrevano da tempo nel sottobosco metropolitano di Salerno e ora pare trovino la conferma in una indagine della Dia che si collega direttamente con l’uccisione di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore trucidato da nove colpi di pistola a Pollica il 5 settembre del 2010. La storia di Bruno Humberto Damiani e di un episodio di efferata violenza è nota a molti nel Cilento, soprattutto negli ambienti frequentati dai giovanissimi. Il fatto non è mai andato oltre al chiacchiericcio dei paesi costieri del salernitano, nè tantomeno è uscito fuori dagli ambienti malavitosi del capoluogo. Ora, però, gli inquirenti vogliono vederci chiaro e, pur di arrivare alla soluzione di un caso irrisolto da oltre quattro anni, spulciano ovunque e questa mattina sulle pagine della cronaca del quotidiano ‘Il Mattino’, viene fuori l’accoltellamento del «brasiliano» in una nota discoteca di Marina di Camerota.

Lo riporta l’edizione online, ma alle orecchie della gente del posto, il fatto è tutt’altro che nuovo. Il nome del «brasiliano», dunque, ricompare nelle carte di un’altra inchiesta dell’Antimafia. C’è il gruppo Stellato alle spalle di Damiani, c’è lo spaccio di droga (per il quale è in carcere a Bogotà), l’estorsione e, ora, si aggiunge una lite violenta. Una colluttazione che avrebbe attirato l’attenzione del sostituto procuratore Antimafia Rosa Volpe. Nei registri dell’ospedale ‘San Luca’ di Vallo della Lucania spunta il nome dell’unico indagato per la morte di Vassallo. La data è precedente a quella dell’omicidio e lui, secondo gli investigatori, avrebbe raccontato una versione differente ai carabinieri e ai medici. Il «brasiliano», nell’agosto del 2010, viene ricoverato per ferite di arma da taglio, tra la coscia destra e i glutei. Accompagnato in ospedale da altre persone, Damiani racconta ai sanitari e alle forze dell’ordine di essere stato ferito in seguito a una lite legata a problemi di traffico. Tutto falso secondo l’Antimafia, la ricostruzione è un’altra e combacerebbe con quella chiacchierata da quattro anni nei paesini costieri di Marina di Camerota e Palinuro. Pare che quelle ferite siano state procurate in discoteca, a Marina di Camerota, dopo una lite legata, sempre secondo chi indaga, allo spaccio di droga. 

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