Prisco a Palinuro, la vera pizza napoletana

di Luigi Martino

Napoli e Palinuro non sono poi così vicine. E per metterle insieme Noemi ha fatto tanto. Si è spesa, ha lasciato una terra, ne ha incontrata un’altra. E insieme ad Antonio hanno realizzato un sogno. Un sogno di vita per loro; un sogno di gusto e tradizioni per tutti gli altri. E già, perchè quando capita che siedi in quel giardinetto, realizzi per davvero che il faro non dista poi così assai. Ma sembra più vicino il Vesuvio e i tamburelli dei quartieri Spagnoli. Questa sera seguono la voce di Pino Daniele che si specchia nel mare azzurro di una delle grotte più visitate d’Italia. Pulcinella scherza con Nonna Clelia mentre i maestri della pizza napoletana sfornano meraviglie che ti sazi solo a guardarle. Il cornicione regge un sistema sofisticato di intrecci di sapori. E’ corposo e leggero. Ha l’arduo compito di restare solo, prima o poi, tra le dita di chi saggia. Prisco a Palinuro è tutta questa roba qui. E molto altro. 

Quando piazza Virgilio sembra ormai bella che finita, svolti per salire nella parte alta del paese e a destra c’è lui. Diviso in due: sopra e sotto. Ad accoglierti c’è il sorriso di Federica e i suoi occhi chiari. Azzurri, forse verdi. Che se le mischi insieme, queste due tinte, danno vita al colore che bagna il font dei menù. Il listone di cose belle lo trovi sulle tovagliette che portano il marchio numero 719 della ‘Vera pizza napoletana’. E noi abbiamo costatato che non solo è vera ma è anche nuova. Con un pizzico di Cilento qua e là e la grandezza di quel Maschio che sorveglia la città di Partenope

Più in là il mare bagna Castel dell’Ovo mentre qui il cuoppo si tuffa nei pensieri, si aggrappa e non li lascia più. La pizza dedicata a Maradona, la D10S, ha metà provola e metà bufala, poi i pomodorini del piennolo Dop, rossi e gialli, e l’immancabile basilico. Ma dove siamo? E’ facile che ti perdi in mezzo a tutto sto baccano di nomi che ti fanno compiere viaggi infiniti. Il dottor Ugo Maurizi e Mario Brega, la Piesciolo o la Chanel. Ogni nome racchiude una storia. Ogni storia un gusto diverso. Sapori talmente vicini che li tocchi mentre Prisco t’abbraccia e ti coccola. 

Una grafica sui menù così non la trovi ovunque. L’occhio fa la sua parte. Non è vero? Un po’ come quando di fronte ti capita la frittatina di pasta con i piselli. L’ho cominciata a mangiare alle 21.24 e quando ho finito ho capito che l’orologio non si è mosso di un millesimo. Mi avevano avvisato: «Vedi che quella cosa lì ferma il tempo». E io come al solito faticavo a crederci. 

Quando i bambini ad un certo punto della serata piangono perchè vogliono il dolce, la mamma ordina il tiramisù classico o al pistacchio di Bronte e poi gira sottosopra la tovaglietta in modo che l’attesa la si riempie con qualche disegnino da colorare. L’astuccio di colori lo offre Prisco. E i genitori possono tirare su’ un sospiro di sollievo. 

Napoli in bocca e Palinuro davanti agli occhi. Una spolverata di Cilento e i sorrisi dei ragazzi che scappano da un tavolo all’altro senza farti mancare nulla. Prisco è un pizza, una sera diversa, un’esperienza di gusto. E’ farti alzare dal tavolo soddisfatto. E’ la cultura lenta del Cilento. E’ i sorrisi di Napoli. E’ vero! Perché Prisco a Palinuro è tutta n’ata storia.

Prisco a Palinuro
Info 3381942185
www.priscoapalinuro.it
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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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