Troppo tempo per costruire il cine-teatro: 11 a processo, c’è anche il sindaco

«Siamo convinti dell’opportunità che il Comune di Roccadaspide, in rappresentanza della sua comunità, si costituisca parte civile e, quindi, auspichiamo che ci sia una vera e propria iniziativa popolare dove confluiremo volentieri». Questo quanto affermano quattro consiglieri comunali di Roccadaspide, Paolo Antico, Fernando Morra, Giuseppe Capuano e Francesco Mauro, in merito al giudizio penale del prossimo 23 settembre. Si tratta della causa per la sala polifunzionale che vedrà imputati imprenditori, tecnici comunali e il sindaco Auricchio. «Doveva farlo il Comune. Qualcuno, perché interessato direttamente alle sorti del processo, ancora una volta, ha posto il veto, imponendo il niet di kruscioviana memoria,» continuano i quattro consiglieri che affidano le loro posizioni ad un comunicato stampa. Stando a quanto spiegato dai consiglieri erano oltre 6 anni che la comunità di Roccadaspide attendeva la realizzazione di un cineteatro e centro polifunzionale, ma i lavori andavano inspiegabilmente a rilento. Si tratta di una struttura polifunzionale da adibire a cinema e teatro con il contributo determinante di investitori privati che, in uno con le opere di rilevanza pubblica, avrebbero dovuto realizzare anche un buon numero di abitazioni a uso civile e locali commerciali destinati alla vendita e alla remunerazione dei propri investimenti effettuati. L’impresa aggiudicatrice della gara fu la Opsa costruzioni Sas dei fratelli Sacco e il cantiere fu in fretta e furia ma, dopo poco, pare che la stessa Opsa decise di subappaltare una parte dei lavori in questione a una ditta locale, la Infrater srl. I lavori proseguono a rilento fino a che, a seguito di un’indagine della procura della Repubblica di Salerno durata ben quattro anni, nel maggio 2014, fu disposto il sequestro penale preventivo dell’area di cantiere ed il blocco di fatto dell’opera che dura ancora oggi. Nel marzo scorso, poi, il tribunale di Salerno ha disposto il rinvio a giudizio a carico di undici persone tra tecnici, imprenditori e primo cittadino di Roccadaspide per ipotesi di reato che vanno dall’abuso d’ufficio alla truffa, dalla frode in pubbliche forniture allo smaltimento illecito di rifiuti non pericolosi.

Il processo farà il suo corso ma i lavori, di fatto, sono fermi da anni. Questo quanto spiega il consigliere Paolo Antico che poi aggiunge: «Al processo, però, nessuno rappresenterà gli interessi della nostra comunità visto che l’amministrazione comunale retta dal sindaco Girolamo Auricchio attivamente ha fatto in modo che il Comune non si costituisse in giudizio – e continuando -. A nulla sono valse le richieste ripetute dei consiglieri comunali Paolo Antico, Fernando Morra, Giuseppe Capuano e Francesco Mauro di agire nell’interesse pubblico dei cittadini, presentando dapprima un’interrogazione e poi una mozione per far costituire il Comune parte civile, oltre che per far riprendere i lavori, far completare le opere e per chiedere i danni ai responsabili dei notevoli ritardi». «In poche parole, dopo un sequestro preventivo che dura da un anno e mezzo disposto dal tribunale di Salerno su parte del cantiere dell’opera in questione e per il quale l’opera è bloccata, l’intera vicenda rischia davvero di avere effetti dirompenti sulla futura e concreta possibilità di ultimazione di un’opera importante per l’intero comprensorio – Antico in conclusione esclama -. Nell’interesse della comunità di Roccadaspide intera, siamo chiamati ad un gesto di responsabilità tanto da doverci sostituire al Comune nella costituzione di parte civile anche per sgombrare il campo dal sospetto che il sindaco Auricchio anteponga i suoi interessi a quelli della sua comunità».

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