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Esposito: “Avevo dato le dimissioni dalla Yele, il commissario mi ha detto di continuare”.

di Redazione

Durante la tappa camerotana di ieri pomeriggio del tour elettorale col quale Alberico Gambino promuove la propria candidatura alle prossime elezioni regionali, sono continuate le polemiche relative alla situazione politica e amministrativa locale. Tra accuse, ribaltoni, ritorni all’ovile e poltrone piò o meno traballanti.
Così, l’incontro con l’ex sindaco di Pagani al cinema Bolivar è stato ovviamente una possibilità per cercare di attirare qualche indeciso nella rete del consenso del centro-destra; in questo senso Gambino si è posto – ed è stato descritto – agli astanti come un politico "dinamico e concreto". Uomo "del fare", "amato dal popolo", nella più classica delle proiezioni narrative berlusconiane. E cirelliane, tenendo presente gli innumerevoli richiami, di chi ieri è intervenuto, alla "efficienza" della nuova amministrazione provinciale, alle cose che si potranno fare "capitanati dal nostro leader Cirielli". Gambino, poi, ha cercato di richiamare a più riprese la sua predilizione per temi a cui la gente del posto è per forza di cose molto sensibile, quali lo sviluppo del turismo e il miglioramento della viabilità. In questi solchi tematici si sono inseriti pure gli interventi di alcuni esponenti locali del Pdl, nonchè consiglieri di minoranza, quali Scarpitta, Romano, Coppola e Troccoli.


Ma l’incontro di ieri è stata pure un’occasione per rimpolpare le polemiche che hanno acceso nelle scorse ore il dibattito politico (?). Fuochi incrociati provocati in particolar modo dalle dichiarazioni di Alfonso Esposito, presidente della Yele, relative al suo pirotecnico passaggio dal Pd al Pdl, da Valiante a Gambino. E poi alimentate da altri cambi di bandiera più o meno confermati, riguardanti consiglieri di maggioranza di Camerota – sempre in direzione Pdl – e da varie reazioni, come quelle dello stesso Valiante e del coordinatore del circolo Pd di Camerota Vincenzo Rubano, che avevano parlato della opportunità che Esposito rassegnasse le dimissioni dalla presidenza della Yele e della necessità di un minimo di coerenza politica. "Non è che quando ci sono le resurrezioni si resta, quando ci sono le quaresime si scappa da un’altra parte. Questa non è la politica", aveva affermato Valiante.

Ieri Alfonso Esposito ad un certo punto è stato chiamato sul palco. Il neo Pd+l = Pdl è stato descritto come "vittima di tanti attacchi, solo perchè ha scelto di condividere questo nostro percorso" . Esposito ha riferito: "C’è stata l’altro giorno una riunione del Pd dove invece di attaccare il centro-destra pensavano ad attaccare me o Romano, scambiando questa campagna elettorale per le regionali per uno scontro su questioni locali." Poi Esposito chiarisce: "Sono stato designato presidente della Yele dal centro-sinistra e nel momento in cui c’è stato un cambio della guardia alla Provincia su questo settore mi sembrava giusto e corretto dire che, poichè ho intenzione di fare un percorso con gli amici di Camerota Ciro Troccoli, Massimiliano Coppola e Antonio Romano- con cui già da diverso tempo avevamo intrapreso un certo tipo di discorso per delle questioni particolari- era opportuno fare un certo tipo di passaggio istituzionale ( dare le dimissioni dalla presidenza della Yele, ndr). Per la verità il commissario (del Consorzio) mi ha detto di rimanere al mio posto e di continuare il mio lavoro, così come ha fatto lo stesso assessore provinciale Giovanni Romano".
E poi l’afflato finale per il timbro ufficiale su quello che è stato definito da più parti come "il salto della quaglia" . Così ha concluso il medico Esposito: "Una frase mi ha molto colpito di Alberico Gambino: "Uagliù, nui simm’ na scquadra". In quella parola ( quale? "Uagliù" o "Scquadra"? Resta il dubbio.. ndr) c’era il significato di un valore, di una concezione della politica. Se noi siamo amici dobbiamo lottare uno per tutti e tutti per uno". E giù applausi, mentre su un pannello scorrevano le immagini dell’infinita dentatura di Gambino alternate a quelle delle bellezze delle nostre coste e agli effetti delle mareggiate sulle spiagge di Mingardo.


Anche Antonio Romano, oltre a tessere le lodi del "ciriellismo contemporaneo" e di Gambino, ha colto l’occasione per fare delle precisazioni sul suo recente percorso partitico che l’ha visto passare da Forza Italia, transitare per l’Mpa e poi ritornare recentemente al Pdl: "Avevo scelto l’Mpa, nel quale sono rimasto per alcuni anni, nel momento in cui in Forza Italia non c’era una squadra, una struttura, un leader che potesse indirizzarci. Quando ho capito che c’era un leader vero come Cirielli e una squadra come quella di cui fa parte Alberico Gambino, ho deciso di aderirvi e di tornare alla casa madre del centro-destra". Romano ha pure messo l’accento su quella che a suo avviso è la situazione amministrativa attuale a Camerota, rimarcando la differenza tra la politica "del fare" delle vecchie amministrazioni targate Antonio Troccoli( di cui faceva parte) con quella del "non fare" del sindaco Pd Bortone: "C’erano delle progettualità portate avanti dalla vecchia amministrazione che ora si sono bloccate, come i lavori fermi del palazzetto dello sport, del progetto contro l’erosione costiera – sul quale rischiamo di perdere un finanziamento di 96 milioni di euro- , del progetto per la nuova scuola a Licusati che si è deciso di non fare più".

Sulla stessa lunghezza d’onda è stato l’intervento di Ciro Troccoli che ha dunque rimarcato una "situazione allarmante" di stallo rispetto alla crisi di settori come quello dell’edilizia e del turismo, addebitando gran parte delle responsabilità a quello che l’opposizione considera l’immobilismo amministrativo di Bortone. Poi, rispetto alla tematica-ribaltoni e migrazioni partitiche recenti, ha parlato di una generale "necessità di coerenza". Facendo riferimento ai diversi consiglieri comunali di maggioranza confluiti più o meno ufficialmente nel Pdl, ha detto: "Chi è passato nel Pdl non può avallare provvedimenti dell’aministrazione Bortone come quello del contributo di 9000 euro ad un’associazione il cui presidente è Don Gianni Citro, il quale ora fa campagna elettorale per Valiante. O si sta con Valiante o con Cirielli; o con De Luca o con Caldoro; o con Bersani o con Berlusconi".


Nelle prime battute del ritrovo elettorale, Mario Scarpitta ha invece rivolto la sua breve analisi all’importanza dell’associazionismo nelle dinamiche di aggregazione e soprattutto di sviluppo di iniziative capaci di creare possibilità per il territorio. Rivolto a Gambino ha detto: "So bene quanto ti sta a cuore il turismo e conto sul fatto che questo ci possa far crescere, affinchè arrivi all’obiettivo di destagionalizzare il settore. Ora la grande massa di turisti arriva a Marina di Camerota concentrata in 15 giorni d’agosto; dobbiamo far si che questo periodo si allunghi."
Dalla platea dei presenti, oltre al nuovo adepto Alfonso Esposito, è stato chiamato ad una battuta di elogio per la candidatura di Gambino pure Antonio Troccoli, l’ex sindaco di Camerota.

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