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Giustizia civile. In Italia maglia nera e lentezza processuale alla Corte d’Appello di Salerno

di Maria Antonia Coppola

Le cause civili durano più a Salerno che in qualsiasi altro distretto di Corte d’Appello italiano. La Corte d’Appello di Salerno è perfino più lenta del distretto di Napoli. E i contenziosi che lo scorso anno sono andati a sentenza non vedranno il provvedimento di primo grado prima del 2011. Tutta colpa di un tasso di litigiosità primo in Italia, parificato solo a quello di Bari. Il che significa che, su 100mila salernitani, sono 1137 coloro che si rivolgono ad avvocati per risolvere qualsiasi vertenza. E, di conseguenza, i legali, pur potendo optare per le vie stragiudiziali, hanno sempre come meta preferita l’aula di un tribunale. Quello di Salerno, appunto.

E’ il rapporto del 2008 stilato dalla Banca d’Italia che attribuisce al distretto della Corte d’Appello di Salerno la maglia nera della lentezza processuale. Facendo emergere le contraddizioni che, da anni e anni, riempiono le relazioni che classe forense e magistrati leggono in occasione della tradizionale cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Carichi di lavoro eccessivi per un numero esiguo di magistrati e di personale amministrativo e di cancelleria, dimostrati con i numeri dalla Banca d’Italia. Perché, se la media nazionale conta 2693 procedimenti civili per ogni magistrato, a Salerno si arriva a 3907, superando di gran lunga il distretto napoletano che, al contrario, si mantiene, con i suoi 2486 procedimenti, addirittura al di sotto della media nazionale. La contraddizione emerge maggiormente se si paragonano le piante organiche della magistratura in forza a Salerno con quelle relative ai colleghi partenopei. A Salerno ci sono 4,5 magistrati per ogni 100mila abitanti, a Napoli ce ne sono 6,8.

E’ il Tribunale di Vallo della Lucania a presentare la pianta organica più carente, con un tasso di copertura che raggiunge a mala pena il 58%. La situazione non migliora negli uffici amministrativi: Napoli, con il suo 32,5% di personale giudiziario, supera di un punto in percentuale Salerno, che si ferma al 31,5. Tutto ciò affatica inevitabilmente la macchina giudiziaria, che diventa lenta e farraginosa e si trascina dietro cause civili che possono durare anche dieci anni. Un procedimento di cognizione ordinaria, nel distretto della Corte d’Appello di Salerno, dura in media 1259 giorni. In quella di Napoli bastano, invece, 1075 giorni per arrivare alla sentenza di primo grado. La media nazionale, invece, si ferma a 985 giorni. Anche le cause in materia di lavoro, previdenza e assistenza, che godono per legge di tempi più brevi, impiegano 1072 giorni, e 211 giorni in più rispetto alla media nazionale, per dare alla luce un provvedimento di primo grado. Neanche Napoli ha mai toccato cifre del genere: nel capoluogo campano i procedimenti speciali durano anche 806 giorni. Inoltre, in ogni singolo tribunale di Corte d’Appello, i procedimenti esecutivi immobiliari durano almeno 1858 giorni, quelli mobiliari 485 giorni e, infine, quelli speciali 138.

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