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Sculture di rifiuti attorno alle campane del vetro: vera cifra del post-moderno

di Luigi Martino

Nel comune di Camerota continuano i problemi legati alla raccolta dei rifiuti. In particolare, dall’estate appena trascorsa fino ad oggi, gli accumuli di spazzatura riguardano soprattutto i punti in cui sono state collocate le campane per la raccolta del vetro. Queste ultime, difatti, hanno rappresentato un richiamo irresistibile per tante persone “munite di rifiuti”: nel comune si effettua la raccolta differenziata porta a porta, le campane sono i soli contenitori presenti per strada.

L’intenzione doveva essere quella di potenziare la raccolta dell’umido, alla quale si voleva dedicare un giorno in più alla settimana; proprio quello che veniva impiegato per effettuare la raccolta del vetro porta a porta. Il dispiegarsi degli eventi ha fornito un quadro della situazione ben diverso: attorno alle campane del vetro sono stati accatastati dei grossi e multiformi gruppi di rifiuti; il servizio di raccolta affidato alla Yele si è dimostrato deficitario, proseguendo a singhiozzo per tutta l’estate, fino a questi giorni.
Nella mattinata di due giorni fa, domenica 20 settembre, si poteva godere di un sole tiepido, unico e discreto come sa essere soltanto il sole di settembre. Allo stesso tempo, effettuando un giro panoramico attraverso le varie zone della frazione di Marina di Camerota, si poteva godere di un notevole esempio di panorama post-moderno, reso ancor più significativo da quella particolare fragranza che solo la spazzatura riesce ad emanare. La composizione era formata da sacchetti di spazzatura bianchi e neri, materassi, un pezzo di water, pezzi di tettoia, oggetti abbandonati vari. In zona Mingardo, a Lentiscelle, al porto, al lato della strada che dall’albergo Santa Rosalia scende in via Bolivar, in zona Calanca, in via Previteri, nei pressi della pompa di benzina Esso, poco prima della pineta verso Palinuro: l’immondizia era dappertutto, soprattutto, come detto, nei dintorni delle campane adibite, in teoria, alla raccolta del vetro. Ma non solo.

Ecco, in basso, la narrazione fotografica della situazione descritta:

 

 

 

 

 

 

Lo sviluppo di quella spiccata vena artistica d’avanguardia che utilizza solo materiali di scarto per le proprie scenografie – c’è la crisi, si sa – e che riesce a regalare cotanta beltà a chi la osserva è un fenomeno costante, tenace. A dimostrazione di ciò, ecco di seguito tre fotografie risalenti ad otto giorni fa, circa:

  

 

Il 23 agosto del 2008, in un articolo pubblicato su Repubblica, si descriveva una difficile situazione legata alla mancata raccolta dei rifiuti. “Cumuli di spazzatura hanno invaso strade, villaggi, alberghi e addirittura alcune spiagge libere”, si leggeva nel pezzo. L’attuale assessore al bilancio e al demanio del comune di Camerota, Pierpaolo Guzzo, dichiarava a riguardo: “Se non fermiamo questa situazione rischiamo il collasso dell’ intero settore con danni economici devastanti. Da giorni i rifiuti differenziati in molte zone del paese non vengono rimossi. Se i mezzi non sono sufficienti, bisogna prendere immediatamente dei provvedimenti”. Parole sante. Appunto.

 

Da una prima verifica effettuata in serata, risulta che si è cominciato, nella giornata di oggi 22 settembre, a raccogliere i rifiuti accumulati negli scorsi giorni. In zona porto non sono più presenti i sacchi di spazzatura attorno alla campana del vetro, così come nella strada che dall’albergo Santa Rosalia scende fino a via Bolivar. Stessa cosa vale per la zona nei pressi della pompa di benzina dell’ Esso. In località Lentiscelle, invece, i rifiuti sono ancora presenti.

Nella giornata di domani il giornaledelcilento.it effettuerà la verifica completa della situazione, recandosi su tutti i luoghi fotografati domenica mattina; in tal modo, si potrà comunicare ai lettori l’evoluzione dei fatti descritti. 

 

 

©Riproduzione riservata




A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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