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Sala Consilina, Lilo chiude. Cittadini in piazza scrivono al prefetto

di Pasquale Sorrentino

«Il grave episodio di microcriminalità e violenza che si è verificato in Piazza Umberto I di Sala Consilina lo scorso 10 luglio ai danni dei giovani titolari di una nota attività di ristorazione, Lilo, aggrediti e minacciati dal “gestore” di un’altra attività presente nella stessa piazza, a cui è seguita la triste decisione delle vittime di chiudere definitivamente il loro “libero locale”, esausti di una lotta che va avanti da diversi anni, nella completa incapacità delle Istituzioni locali e delle Forze dell’Ordine di dare un’adeguata risposta e sostegno a cittadini che chiedono solo garanzia di sicurezza e ordine pubblico, ci inducono a scriverLe, per lanciare un grido di dolore ed una richiesta di aiuto che non possono essere più ignorati».

E’ l’incipit della lettera che i cittadini di Sala Consilina hanno scritto e inviato al Prefetto di Salerno, dopo la decisione di Lilo ‘Libero Locale’, in piazza Umberto I, di chiudere battenti a causa degli ultimi episodi di violenza, tra cui aggressioni e minacce, denunciate dagli stessi giovani proprietari in un post su Facebook.

Con i ragazzi del Lilo si è schierata la cittadinanza di Sala Consilina che ha protestato in piazza ed ha scritto al Prefetto di trovare soluzioni immediate per ripristinare l’ordine pubblico nel centro salese.
«Il recente episodio sopra richiamato, che è solo la punta di un iceberg ben più grande, fatto di inciviltà, degrado, incuria, mancanza di tutela e garanzia dei valori primari del vivere civile diffusi su tutto il territorio comunale, ci impone di alzare la voce! Il nostro paese è diventato, negli ultimi anni, teatro di episodi di quotidiana inciviltà, in balia di qualche personaggio che, evidentemente impunito, pensa di poter fare il bello e il cattivo tempo, favorito da un clima di completa incuranza ed immobilismo delle Istituzioni e delle Autorità locali. Con la presente lettera, che verrà resa pubblica e consegnata alla stampa, vogliamo amplificare la voce dei tanti cittadini che chiedono aiuto, stanchi ed indignati di dover convivere con le costanti preoccupazioni e paure ingenerate dalla completa assenza di ordine pubblico. L’art. 54, co. 4 e 4 bis del novellato Testo Unico delle Autonomie Locali, come modificato dal D.L. 92/2008, recita testualmente: “Il Sindaco, quale Ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato, provvedimenti, anche contingibili e urgenti, nel rispetto dei principi dell’ordinamento, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”. L’art. 1 del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza – TULPS statuisce che “l’Autorità di pubblica sicurezza veglia al mantenimento dell’ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura l’osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, della Provincia e dei Comuni, nonché delle ordinanze delle Autorità”. Tenuto conto di questi due richiami normativi, ci duole constatare che sul nostro territorio comunale è mancata, fino ad oggi, un’adeguata risposta da parte di chi, come previsto dalla legge, dovrebbe esercitare azione di tutela e controllo, a tutti i livelli, ciascuno nel proprio ambito di competenza».

«Ci chiediamo, dunque, – aggiungono – se ciò sia dovuto ad incapacità di alcuni o a mancanza di mezzi di altri! Sia ben chiaro che non stiamo chiedendo uno stato di Polizia o la militarizzazione del paese, crediamo solo che servano, con la massima urgenza, iniziative concrete, interventi mirati e continuativi, una necessaria sinergia tra tutti gli attori sociali ed istituzionali, per poter ottenere risultati efficaci e duraturi nel tempo. La microcriminalità ed il disordine di diverse problematiche sociali stanno propagando una crescente confusione, atta a creare un male difficile da debellare, paura e malessere lì dove sono in continuo aumento i vari fenomeni di frustrazione del vivere civile che, indisturbati, si stanno diffondendo in tutta la città: i beni comuni vandalizzati, sporcizia, abusi sociali. Evidentemente l’organico attuale delle Forze dell’Ordine che operano sul territorio non è più in grado di reprimere questi avvenimenti e di garantire, così, il costante controllo. Sappiamo benissimo che tutto è inesorabilmente incatenato anche alle finanze e ai continui tagli economici che, quasi sempre, tendono a sopperire servizi essenziali. Ma qui si parla di sicurezza e ordine pubblico: principi imprescindibili del vivere civile di una comunità, che devono essere garantiti ad ogni costo!»

«Appare difficile pensare – si legge ancora nella lettera – che si possa dare vita ad opportunità sociali e di riscatto del proprio territorio senza una concreta presenza degli Organi Istituzionali competenti, al fine di garantire il rispetto della legalità. La disciplina dei Patti per l’Attuazione della Sicurezza urbana (d.l. 42/2008 convertito nella L. 48/2017) ha posto grande attenzione sulla necessaria risposta da dare sulla criminalità diffusa e predatoria, sulle zone di degrado, sulla turbativa del libero utilizzo degli spazi pubblici, sulla promozione del rispetto della legalità e del decoro urbano. La legge di conversione ha confermato la priorità di queste aree di intervento e ha operato un rafforzamento degli strumenti di contrasto, coerenti con il principio della “tolleranza zero” ed ha ribadito con forza l’importanza delle Autorità Locali: i Sindaci devono contribuire attivamente alla produzione della sicurezza pubblica urbana, che non può essere intesa solo come prevenzione e repressione dei reati, ma anche come il risultato di un governo della società locale, condotto gestendo i rischi ed i pericoli insiti nei cambiamenti sociali e rafforzando nei cittadini la percezione che tutte le Istituzioni cooperino fra loro, nel nome di una ordinata e civile convivenza. Purtroppo oggi nel nostro paese avvertiamo la completa assenza di tutti i principi e le direttive normative sin qui richiamate, in uno stato di imbarazzante abbandono da parte di chi dovrebbe rappresentare lo Stato di diritto, sollecitando e stigmatizzando positivamente i comportamenti virtuosi e vigilando costantemente sulla sicurezza della nostra comunità. Ben vengano, dunque, le azioni di supporto, di integrazione, di educazione e di prevenzione per il futuro, ma per il presente occorre una terapia d’urto, che blocchi questa “infezione sociale”, che si sta aggravando e propagando sempre di più, prima che possa diventare letale per Sala Consilina. Sarebbe una sconfitta per tutti!».

Chiedono «che venga convocato urgentemente il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, insieme con l’Amministrazione comunale, per avere risposte e studiare interventi mirati e coordinati con le varie Forze di Polizia del territorio, per cercare di fermare ed estirpare ogni forma di sopruso, prepotenza e violenza che vada a ledere la sicurezza e la vita dei cittadini di Sala Consilina. Confidando in un solerte riscontro, porgiamo deferenti ossequi».

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