Giustizia sportiva: due pesi e due misure

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Premesso che non sia possibile in Lega Pro, far uso della prova televisiva,  che avrebbe di certo scagionato il difensore,  vittima del fallo di Rodriguez,  non sansionato dall’arbitro,  il ricorso inoltrato dalla Salernitana,  per altro punita con ammenda di 5.000 euro perche’ propri sostenitori inveivano con cori contro il Ministro dell’Interno,  non sara’ accolto. Il giudice sportivo infatti ha emesso il verdetto,  facendo riferimento a quanto descritto nel referto dall’arbitro Bolano di Livorno a fine partita,  fin troppo zelante,  nell’udire le parole di Peccarisi a seguito dell’espulsione. Ma tant’e’,  a destar scalpore oltre l’ammenda per i cori contro il Ministro dell’Interno,  per altro divenuti una costante,  causa la protesta avverso l’inutile tessera del tifoso,  risulta essere l’errore metodico,  a questo punto tutt’altro che occasionale(ci viene da obiettare) che ad horas ha privato la Salernitana di importanti punti.

L’atterramento di Szatmari al limite dell’area di rigore,  in quel di Sorrento,   senza che l’arbitro estraesse il cartellino rosso nei confronti del difensore rossonero e l’episodio del fallo subito da Peccarisi,  non fischiato dal direttore di gara,  causa del raddoppio del Pergocrema,  sono delle spie rosse che occorre evidenziare. Trattasi non di tentativi di accomodamento della classe arbitrale,  bensi’ di mera richiesta del rispetto delle regole e dell’equita’ di trattamento per la Salernitana ed i propri tifosi.

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