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Un miliardo e quattrocentomila euro. È il debito dell’Asl unica di Salerno

di Redazione


SALERNO – Un miliardo e quattrocentomila euro: è la somma dei debiti delle tre ex asl salernitane trasferito nei conti dell’azienda unica istituita con la legge 16/2008. Su cui, ora, comincia a pesare l’effetto del decreto milleproroghe che, dal 31 marzo scorso, ha anticipato lo sblocco dei decreti ingiuntivi fissato alla fine del prossimo dicembre. Perciò, da lunedì mattina, nella sede di via Nizza si susseguono riunioni con i dirigenti delle tre ex asl dislocate sul territorio provinciale, impegnati nei carteggi fino a giovedì prossimo. L’esercizio del bilancio 2009 non è stato ancora chiuso. La posizione debitoria dell’Asl unica, dunque, non conta ancora cifre precise. Ma il debito, come conferma lo stesso commissario Fernando De Angelis nominato lo scorso anno dall’ex giunta regionale Bassolino, supera il miliardo di euro. Dai conti restano fuori gli ultimi decreti ingiuntivi notificati all’Asl dopo l’emanazione del decreto milleproroghe. Il rischio è che il caos che ha travolto la Napoli 1 (dove c’è incertezza sui pagamenti degli stipendi dei dipendenti) possa allungarsi fino a Salerno.

Dove, però, è il subcommissario sanitario Walter Di Munzio ad allontanare l’ombra dei sospetti. «Salerno non è come Napoli», taglia secco il subcommissario, che poi spiega perché i dipendenti possono stare tranquilli. «Il pagamento degli stipendi – aggiunge – non è legato al debito arretrato, ma ai decreti ingiuntivi. E, il commissario De Angelis, dal giorno del suo insediamento, ha cominciato ad interloquire costantemente con i creditori, per dirottare i loro crediti verso la Soresa». I vertici della struttura commissariale dell’Asl di Salerno hanno messo in pratica quella che gli addetti ai lavori hanno battezzato con il nome di «operazione Soresa». La società regionale per la sanità avrebbe assorbito la parte più consistente del debito dell’Asl salernitana, alleggerendo la posizione debitoria dell’azienda sanitaria locale che si occuperebbe solo di smaltire i debiti ordinari. Permettere, cioè, i pagamenti che spettano ai creditori del settore pubblico e privato, compresi dunque gli stipendi dei dipendenti. «In questo modo – continua Di Munzio – si è stabilito un rapporto fiduciario con i creditori e, di conseguenza, si dovrebbe arrestare l’afflusso dei decreti ingiuntivi».

La conferma dell’«attivismo della struttura commissariale», come lo definisce lo stesso Di Munzio, è confermato anche dal presidente di Confindustria Sanità di Salerno, Ottavio Coriglioni. «Al momento, l’Asl ha versato l’acconto di gennaio», garantisce Coriglioni, specificando che i versamenti sono stati effettuati a favore di laboratori di analisi e di radiologia e alle case di cura private. Però, risulta ancora difficile stabilire la somma precisa dei debiti arretrati che gravano sull’asl, tanto che è stato chiesto alla Regione un rendiconto preciso del debito della sanità pubblica e privata regionale.

Richiesta che, fino a questo momento, non è stata ancora soddisfatta. Intanto, il rischio è che anche a Salerno, il decreto milleproroghe provochi una valanga di decreti ingiuntivi relativi ai mesi di febbraio e marzo (precedentemente bloccati dalla legge pregressa) che potrebbero far saltare anche l’operazione Soresa. Perciò, nella sede di via Nizza, da l’altrieri si lavora incessantemente per mettere a posto i conti e studiare un piano che possa evitare il doppione della Napoli 1.

fonte: corriere.it

 

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