Sergio Vessicchio: «Calcio femminile è covo lesbiche»

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Con un tweet ‘cinguettato’ alle 10 di questa mattina, Sergio Vessicchio, giornalista cilentano, torna a far parlare di se’. Vincenzo De Luca, governatore della Regione Campania, lo aveva definito «buzzurro e primitivo» dopo i commenti che lo stesso Vessicchio aveva rivolto ad una guardalinee prima dell’incontro di calcio valevole per il campionato di Eccellenza campano tra Agropoli e Sant’Agnello. In quell’occasione il cronista aveva definito «inguardabile» ed uno «schifo» una assistente donna. L’ordine dei giornalisti della Campania ha provveduto con la sospensione, Striscia La Notizia è andata fin sotto casa a cercarlo ma lui, nonostante le prese di posizione del vicepremier Luigi Di Maio, del presidente dell’Aia Marcello Nicchi e del presidente del Coni Giovanni Malagò, non si è fermato.

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«E ora ci prendono anche per fessi volendo farci credere che fanno 4 milioni di telespettatori, che stanno tutti davanti alla tv e che il calcio femminile possa superare quello maschile addirittura ponendosi in competizione. Stanno totalmente esagerando. Stanno enfatizzando questo calcio al femminile all’ennesima potenza per riuscire a creare un business enorme facendo leva sulle donne alle quali piace giocare al calcio.Purtroppo la realtà è chiara ed evidente e dirla, come facciamo noi, attira inimicizie, crociate e anche la cosiddetta parola, bufera. Una donna che gioca a calcio è rispettabilmente, nella maggior parte dei casi una, lesbica. E come l’uomo che gioca con le bambole o che fa il ballerino, nella maggior parte delle ipotesi è rispettabilmente un omo. Tutto nel rispetto del pensiero, degli orientamenti e delle affinità o propensioni. Queste regole hanno le loro eccezioni». Scrive così oggi Vessicchio su calciogoal.it.

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«Il calcio femminile è un calcio di bassissimo profilo paragonabile si e no alla terza categoria di quello maschile, il problema è che ora si vuole portare questo calcio femmina ad avere il professionismo perchè inizia un grande festival di affari tra procuratori, sponsor, diritti televisivi ecc ecc.» continua il giornalista. «Dal punto di vista del pensiero è un calcio dove si annidano le lesbiche, dove il lesbo trova la sua esaltazione e dove il lebismo trova il suo naturale covo.E’ chiaro che le mascoline vogliono giocare a calcio, è un fatto naturale.E’ un istinto.Quindi non ci dobbiamo meravigliare se si baciano in  bocca durante le partite, se sembrano uomini,se hanno i muscoli somiglianti a quelli dei maschi, se quando esultano diventano più brutte e cavernose dei maschi» si legge tra le righe dell’articolo.

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