Infante viaggi

di Giangaetano Petrillo

Sono oramai i volti nuovi dell’infotainment, ospiti quotidiani di qualsiasi programma televisivo, ma non per fuggire alle loro responsabilità o sottrarre tempo al loro delicatissimo servizio, ma solo per rassicurare i cittadini e raccomandargli di “continuare a rispettare i divieti”. Dunque, di “restare a casa”. Sono medici, infermieri, ricercatori provenienti da ogni regione d’Italia e chiamati a combattere questa emergenza sulla nuova linea del Piave, che sono diventati ormai i nostri presidi ospedalieri. Instancabili e infaticabili, con dure ore di servizio straordinario, dovuto alla precarietà del nostro sistema sanitario nazionale, per la mancanza di risorse economiche, e soprattutto umane. “Carenza di personale”, questo è purtroppo la solita frase che sentiamo riecheggiare da ormai diverse settimane, e quel personale mai come ora è risultato essere quell’arma speciale per vincere questa che molti opinionisti chiamano oramai una “guerra”. Tra loro ci sono il professore Paolo Antonio Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative, di origini beneventane, il dottore Attilio Bianchi, direttore generale, nativo di Futani, nel Cilento e il professore Gerardo Botti, direttore scientifico, originario di Sessa Cilento. Esponenti dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale, salito alle cronache nazionali per aver sperimentato la somministrazione del farmaco Tocilizumab, farmaco usato per curare l’artrite reumatoide, sperimentazione che sta ottenendo degli effetti positivi tanto da coinvolgere altri istituti sanitari nazionali, i tre illustri esponenti dell’Istituto otterranno la cittadinanza onoraria del comune di Sessa Cilento. L’annuncio è avvenuto il 27 marzo sul profilo istituzionale Facebook del comune di Sessa Cilento, dove si legge che “il Comune di Sessa Cilento conferirà la cittadinanza onoraria a tre illustri esponenti dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, struttura ospedaliera e di ricerca medica impegnata, con i suoi insigni professionisti, nella lotta contro il Covid-19”. Una cerimonia che si terrà al termine della presente emergenza sanitaria, presso il palazzo municipale di Sessa Cilento. Ascierto, Bianchi e Botti, la scorsa settimana, avevano scritto ai cittadini cilentani, per tramite dello studioso e storico di Sessa Cilento Antonio Migliorino, un messaggio di speranza e di fraterna vicinanza a tutto il popolo cilentano, «Ce la stiamo mettendo tutta – si leggeva in un passaggio di una delle lettere – uniti ce la faremo con la certezza che i nostri sforzi siano da voi condivisi e ripagati». Questo forte legame tra gli illustri ricercatori dell’Istituto Pascale e la comunità di Sessa è dovuto proprio alle origini cilentane del professore Gerardo Botti. «Sono orgoglioso di essere un cilentano e nello specifico un sessese. Ho nel Dna la forza e la resilienza di un popolo abituato a combattere le difficoltà e lasciarsele alle spalle. Siamo forti e ce la faremo, tutti insieme». Loro giurano di “prestare soccorso nei casi d’urgenza e di mettermi a disposizione dell’Autorità competente, in caso di pubblica calamità”. Quello che potremmo fare è solo dare a loro i giusti strumenti perché tutelino la nostra salute.

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