Sessa Cilento, piantati due ulivi in memoria di Tarallo e delle vittime del Covid

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Sessa Cilento, piantati due ulivi in memoria di Tarallo e delle vittime del Covid

di Marianna Vallone

Piantati due ulivi in memoria delle vittime del Covid e di Giuseppe Tarallo. L’iniziativa di piantumare due esemplari di ulivo, di qualità Cee “Salella”, è del giornalista e storico Antonio Migliorino.

Succede a Sessa Cilento, in un terreno di fronte all’edificio della scuola secondaria di primo grado, dove è già presente un’altra simile specie arborea, messa a dimora, nel 2017, dagli alunni dello stesso plesso, in occasione della manifestazione «Adotta un ulivo», promossa dal Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.



«Le due piante – simbolo della cultura e della tradizione olivicola del territorio -, che ho voluto che arricchissero, ulteriormente, lo “spazio verde”, ho deciso di dedicarle, come d’altronde recitano le targhette, le quali vi sono rispettivamente apposte, a persone che, in circostanze diverse, hanno recentemente lasciato “questo Mondo”, provocando in tutti noi il più profondo dolore per questo perenne distacco», dichiara Migliorino.

«Il primo arbusto è “In ricordo delle vittime dell’epidemia di Coronavirus”, anche perché è da poco trascorsa la 1ª giornata nazionale, solennemente celebrata lo scorso 18 marzo. Il secondo, invece, “In ricordo di Giuseppe Tarallo”, docente, politico, ambientalista, già sindaco di Montecorice e presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, deceduto, in ospedale, lo scorso 23 marzo, all’età di quasi 73 anni, a causa di complicazioni susseguenti ad un intervento chirurgico di carattere cardiaco», ha detto Migliorino.

«Il mio è un semplice gesto d’amore, – ha aggiunto – dettatomi dal cuore, che ho voluto mettere in atto, proprio in questo “luogo simbolo”, dove si formano scolasticamente le giovani generazioni del posto, al fine di rendere vivida, negli anni a venire, la memoria di questi nostri Fratelli e Sorelle, testimoni, con le proprie storie personali, del tempo recente, anche di nostra appartenenza. Se la mia iniziativa ha avuto concreta realizzazione ciò lo devo unicamente al Signor Alberto Rispoli, di Omignano, persona dai modi garbati, estremanente gentile, dal grande senso civico e dalle mille risorse personali, il quale ha provveduto, con la maestria che lo contraddistingue, a dare la giusta collocazione e la corretta dimora ai virgulti di Salella», ha concluso.

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