Camerota, sul mingardo si parcheggia su ambo i lati. Multe ma non per chi si ferma dov’è vietato e paga gli abusivi

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È una delle code di autovetture in divie­to di sosta più lunghe mai viste. Per l’esat­tezza tre chilometri di auto, più di un mi­gliaio di veicoli, che da almeno 20 giorni sostano a partire dalle prime ore della mattina sulla strada che costeggia la bella spiaggia del Mingardo di Marina di Camerota, frazione del piccolo comune cilentano di Camerota. Ma il record non sta tanto nella lunga coda di auto in divieto, parcheggiate a ridosso di uno strapiom­bo e molte persino ad occupare la carreggiata. Ciò che appare strabiliante è che di que­sta interminabile fila di veicoli che viola­no il codice della strada, nessuno abbia­mo ricevuto finora una multa. Dei vigili urbani del Comune in questo tratto di strada non si ha alcuna traccia. Difficil­mente passano in zona per un servizio ad hoc che possa riportare in qualche modo la legalità. Ed in più c’è l’aggravante. Dalla parte opposta in cui sostano abusivamente queste auto, per la stessa lunghez­za di strada, circa tre chilometri, la sosta è addirittura a pagamento. E per ironia della sorte chi capita in queste strisce blu e non viene agguantato immediatamente dai parcheggiatori che ovviamente non riescono a coprire l’intera zona, e stanchi di aspettare sotto il sole, parcheggiano senza pagare il ticket, rischiano una sala­ta contravvenzione. Tra l’altro in una zona dove non esiste altro modo di arrivare in modo decente alla spiaggia se non con auto propria, il fatto di aver trasformato tutti gli spazi a disposizione a pagamento (eccetto che per pochi centimetri davanti agli ingressi dei lidi) non solo è discutibile, ma proba­bilmente da verificare. Qui chi è in regola viene multato, mentre chi a tre metri è in divieto di sosta, non paga e non viene ne­anche sanzionato. È una delle tante contraddizioni di que­sta zona dove ogni giorno le ambulanze sono costrette a manovre spericolate per evitare pedoni ed auto al centro della car­reggiata, dove alcuni lidi hanno aperto abusivamente dei parcheggi sotto le roc­ce in barba ad ogni vincolo imposto dal Parco del Cilento e Vallo di Diano e dove regna il caos più completo. Per non parlare del tratto davanti ai campeggi situati quasi al confine con Pali­nuro dove la sosta selvaggia è la parola d’ordine. Insomma sembra proprio esse­re la terra di nessuno. Ultima segnalazio­ne degna di nota: le auto sono parcheg­giate anche in prossimità delle gallerie. Qui non è solo una questione di legalità, ma soprattutto di incolumità pubblica.

fonte: corrieredelmezzoggiorno.it

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