«Strade pericolose, non andate in vacanza nel Cilento»

Enrico Ruggeri le ha definite mulattiere le strade del Cilento quando nell’agosto di pochi anni fa si è recato a Marina di Camerota per un concerto. Ora la bocciatura arriva dall’altro lato delle Alpi. Le agenzie di viaggio tedesche sconsigliano il Cilento come meta per trascorrere le vacanze. Il motivo? La difficoltà di raggiungere alcune località. Una delle principali agenzie tedesche di turismo per il Sud Italia, ha inviato una nota a tutte le strutture del comprensorio a sud di Salerno. «È nostra consuetudine, trascorsi tre mesi dall’inizio dell’anno, fare un primo bilancio sull’andamento della stagione – c’è scritto nella missiva – e purtroppo abbiamo constatato che per il Cilento la domanda è decrescente». Una copia della lettera è stata inviata anche al presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Canfora. «La difficile raggiungibilità dei luoghi chiave di questo territorio della regione Campania, come Marina di Ascea, Palinuro e Marina di Camerota, tanto per citarne alcuni, – scrive Matthias Baldauf, titolare dell’agenzia – fa sì che tali luoghi vengano esclusi dagli itinerari scelti dai visitatori». Nella nota si fa riferimento in modo particolare all’interruzione di Rizzico, tra Ascea e Pisciotta, e della provinciale 430 Cilentana, tra Agropoli Sud e Prignano Cilento. E a lamentarsi sono gli stessi turisti. «Diverse sono anche le segnalazioni ricevute da parte di nostri clienti che trascorrono da anni le loro vacanze nel Cilento – denuncia ancora Baldauf –. Sono esterrefatti dall’inerzia di tutta una regione, il cui introito maggiore è proprio la presenza di turisti, ormai non solo italiani, nei classici mesi di luglio e agosto, ma anche di quelli provenienti anche nella bassa stagione dall’estero, per lo più da Germania, Austria e Svizzera». L’imprenditore dirigente della «Cilentano-Natürlich Süditalien», che ogni anno raggiunge diverse volte il Cilento per stringere accordi e constatare la situazione, denuncia anche la presenza di strade alternative che «sono in parte molto pericolose e già ora in pessime condizioni perché utilizzate anche da mezzi pesanti», senza dimenticare il «tempo in più che serve generalmente per spostarsi o per raggiungere una località costiera o dell’entroterra». Quindi, l’appello finale affinché Canfora «faccia tutto quanto è in suo potere affinché riprendano i lavori sui cantieri già esistenti, ovvero si pianifichi un intervento riparatore decisivo», anche perché «il danno d’immagine per il territorio e e le ripercussioni economiche negative per gli operatori del settore turistico sono già ben evidenti. Il passaparola negativo ed immediato, in tempi di social network, è inarrestabile».

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