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Camorra, inchiesta Agropoli. Forza Italia: «Si sciolga il Comune»

di Luigi Martino

I deputati di Forza Italia Casciello e Fasano presentano un’interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni, Matteo Salvini, sulle vicende giudiziarie che stanno riguardando il Comune di Agropoli, l’attuale e l’ex amministrazione comunale. In particolare i Deputati salernitani di Forza Italia hanno chiesto al titolare del Viminale quali iniziative «intenda assumere e se ritenga di attivarsi affinché venga avviato l’iter amministrativo per lo scioglimento del Comune di Agropoli attraverso l’immediata istituzione della commissione di accesso», chiedendo inoltre che l’ex sindaco «Alfieri ritiri immediatamente la sua candidatura a sindaco di Capaccio e rassegni le sue dimissioni quale  delegato all’agricoltura del Presidente della Regione Campania De Luca». Nel documento a firma dell’onorevole Casciello e dell’onorevole Fasano si legge che «stanno destando sgomento e scalpore le notizie pubblicate in questi giorni su quasi tutti i quotidiani nazionali e locali, afferenti le indagini per voto di scambio politico mafioso a carico dell’attuale sindaco di Agropoli, Adamo Coppola. Le medesime accuse – ricordano – contenute in un decreto di perquisizione firmato dal pm della Dda di Salerno Vincenzo Montemurro, riguardano anche Franco Alfieri, ex sindaco di Agropoli,  consigliere all’agricoltura  del Governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca e candidato sindaco di Capaccio alle imminenti elezioni amministrative».

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Inchiesta Agropoli, Avallone: «Indagini su Alfieri non macchino il Cilento»

di Luigi Martino

«Oggi, purtroppo, il Cilento fa notizia per tristi episodi di cronaca giudiziaria: scambio politico-mafioso, fritture di pesce, indagini varie. In realtà il Cilento è ben altro: terra di una bellezza che lascia senza fiato. Un luogo conosciuto e amato dai greci che lo scelsero come seconda Patria. Territori che spaziano dal mare incontaminato, a montagne selvagge. Borghi incantati popolati da gente meravigliosa, onesta, tenace». A dirlo è il candidato al Parlamento europeo, Vito Avallone.

«Il Cilento della dieta mediterranea, dei parchi archeologici, dei borghi medievali, delle eccellenze agroalimentari, dei parchi naturali, questo è il nostro Cilento. Abbiamo il dovere di allontanare, con forza e con l’orgoglio che contraddistingue i cilentani, quei personaggi che ci rubano il futuro. Personaggi grigi, come Franco Alfieri – continua Avallone – che si muovono nel sottobosco alimentando troppe ombre. Non possiamo più far finta di non vedere e restare indifferenti. Noi vogliamo un altro Cilento, dove le parole d’ordine siano onestà, trasparenza, tutela del paesaggio, sviluppo sostenibile. Esiste un altro futuro per il nostro Cilento, costruiamolo con tutte le anime belle che lo popolano- conclude».

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Inchiesta Agropoli, Ciarambino: «De Luca difensore di Alfieri, suo uomo fedele»

di Luigi Martino

«Di fronte ad accuse gravissime per voto di scambio politico-mafioso, con retroscena e intercettazioni sempre più inquietanti che stanno emergendo dall’ultima inchiesta della Dia di Salerno, ci chiediamo cosa aspetti Franco Alfieri non soltanto a ritirare la sua candidatura a sindaco di Capaccio, ma anche a rassegnare le sue dimissioni da consigliere all’Agricoltura di De Luca. Una delega, quest’ultima, che gli conferisce la facoltà di gestire fondi milionari, come quelli previsti dai Piani di sviluppo rurale, e che non può più essere nella titolarità di un uomo sul quale pesano accuse così infamanti». Lo dichiara in una nota la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino. «Ci saremmo aspettati che fosse stato lo stesso De Luca a ritirare la delega ad Alfieri – prosegue -, ma non ci sorprende che l’attuale governatore si erga a difensore di uno dei suoi uomini più fedeli, dopo averlo celebrato come macchina di voti perfetta a suon di fritture di pesce da offrire agli elettori per guadagnare consenso. Del resto l’inchiesta che vede al centro delle indagini Franco Alfieri non può non preoccupare lo stesso De Luca, che a un anno dalle elezioni regionali rischia di perdere il supporto di uno dei suoi principali portatori di voti», conclude la portavoce pentastellata.

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Alfieri agli elettori di Capaccio: «Sono una persona perbene»

di Redazione

Franco Alfieri è stato già sindaco di Torchiara, poi di Agropoli. La sua carriere politica è lunga come la sfilza di articoli di giornali che da due giorni parlano del caso che lo ha coinvolto. Anzi, sarebbe il caso di dire travolto. E già, perchè la Dia ha bussato lunedì mattina all’alba alle porte del suo ufficio, quello legale perchè Alfieri prima di essere un politico è un avvocato. Mentre l’Antimafia cercava tra faldoni e scaffali documenti utili alla risoluzione di una indagine abbastanza complessa, altri uomini, sempre della Dia, perquisivano l’ufficio di Adamo Coppola, amico di Alfieri e attuale sindaco di Agropoli. Sono accusati entrambi di scambio di voti. E dopo due giorni di bufera, Franco Alfieri è tornato a parlare di questo caso alle telecamere dei suoi social media manager. Il video è stato pubblicato sulla pagina ufficiale del politico.

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Inchiesta Agropoli, vice presidente Senato: «Voti mafia sporcano di reati»

di Luigi Martino

«Arriva proprio oggi in Aula la nostra proposta di legge che modifica la norma sul reato di voto di scambio politico-mafioso. Chi chiede e accetta i voti dalla mafia si sporca di tutti i reati che la mafia commette perché ne riconosce il potere e ne diventa complice». Lo scrive su Facebook la vice presidente del Senato Paola Taverna, del Movimento 5 Stelle, commentando l’indagine a carico dell’ex sindaco di Agropoli Franco Alfieri. «Per questi reati – aggiunge – prevediamo pene più alte, da 10 a 15 anni di carcere. Per chi viene eletto poi è prevista l’aggravante speciale con cui si arriva fino a 22 anni di reclusione. E poi il daspo, perché chi collabora con la mafia non può continuare a lavorare nella pubblica amministrazione. Da anni è stata proclamata ad alta voce la lotta alla mafia senza fare concretamente nulla. D’altronde la storia ci ha insegnato che faceva comodo a tanti…troppi».

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Inchiesta Agropoli, spuntano intercettazioni Alfieri: «Sai dove posso ‘inciarmare’»

di Luigi Martino

«Sindaco … mi servirebbe una mano». «Come dobbiamo fare?». «Un contratto di lavoro per pigliare l’affidamento». «E ma mò mi perseguitate un poco con questo fatto…». «L’avvocato mò mi ha detto fatti fare sto coso… io vado a lavorare tutte le mattine tre ore…cioè… non è che voglio tutta la giornata… tre ore». «Ti devo mettere tre ore … e ti faccio fare l’affidamento dai servizi sociali ti faccio fare tre ore al giorno … va bene?». «Eh…però devi fare il coso in “tempo indeterminato”». «Indeterminato non lo possono fare…». «Io tengo un anno e sei». «Ma non ti preoccupare, ti faccio fare una cosa io coi servizi sociali. Lo sai già dove posso “inciarmare” qualcosa, tu dici che non va bene». È una delle intercettazioni tra Franco Alfieri, all’epoca sindaco di Agropoli, e Fiore Marotta, esponente dell’omonimo clan che in quel periodo era ai domiciliari, che dimostrerebbe, secondo il sostituto procuratore dell’Antimafia Vincenzo Montemurro, i rapporti tra l’attuale consigliere del governatore della Campania e l’esponente della camorra agropolese. L’intercettazione era stata inserita a gennaio scorso in una indagine dei carabinieri del Ros che ha colpito al cuore i Marotta con una raffica di arresti ma è stata anche il punto di partenza per ulteriori accertamenti investigativi sui rapporti tra pubblica amministrazione e clan, sfociata ieri con la notifica degli avvisi di garanzia a Franco Alfieri e all’attuale primo cittadino di Agropoli, Adamo Coppola. Stamane le stesse intercettazioni sono apparse nelle colonne de ‘Il Mattino’ in un pezzo a firma della giornalista Petronilla Carillo. Coppola, nonostante la denuncia fatta ai carabinieri contro i Marotta per le intimidazioni ricevute, è ora finito nel mirino della Dda per presunti rapporti con loro. Alfieri, nel 2016, era stato preso da esempio proprio da Vincenzo De Luca, in piena campagna elettorale per il ‘Sì’ al referendum costituzionale, perché ritenuto il politico in grado di fare «clientela organizzata, scientifica, razionale, come Cristo comanda» lasciandosi andare alla ormai celebre battuta sulla «frittura di pesce». Oggi Alfieri è candidato a sindaco a Capaccio Paestum ed è supportato da otto liste.

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Inchiesta Agropoli, Cirielli: «E ora cosa dice Zingaretti di Alfieri?»

di Luigi Martino

«Da organi di stampa apprendiamo che l’ex sindaco di Agropoli Franco Alfieri, oggi candidato sindaco a Capaccio, in provincia di Salerno, risulterebbe indagato per voto di scambio. Siamo curiosi di sapere cosa pensano dell’indagine sul consigliere politico del presidente della Regione Vincenzo De Luca, sia l’ex capo della procura nazionale Antimafia, Franco Roberti, oggi candidato alle europee con lo stesso partito di Alfieri, che il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti. Sembra strano, soprattutto perché Roberti avrebbe dovuto supervisionare la legalità e trasparenza degli uomini di De Luca. Da un ex magistrato ci aspettiamo parole forti di condanna contro ogni pericoloso incrocio tra camorra e politica. Mentre nulla ci aspettiamo da De Luca che in passato ha esaltato il sistema delle fritture di pesce». E’ quanto dichiara in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e parlamentare di Fratelli d’Italia. «Roberti e Zingaretti rifiuteranno, anche pubblicamente, i voti di un indagato per voto di scambio? O faranno finta di nulla?» conclude Cirielli.

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Cinque Stelle: «Pd chieda ad Alfieri ritiro candidatura sindaco Capaccio»

di Luigi Martino

«Alfieri ritiri la sua candidatura a sindaco» di Capaccio Paestum. A dirlo sono la deputata del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti e il consigliere regionale campano del M5S Michele Cammarano. «L’uomo che De Luca ha invitato pubblicamente a emulare, l’esponente da Prima Repubblica che per il governatore rappresenta la macchina di voti perfetta, il politico che rastrella preferenze grazie quello che l’attuale presidente Regione Campania ha definito ‘il sistema delle fritture di pesce’ – spiegano Bilotti e Cammarano – si trova oggi al centro di un’indagine con sul capo l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. Un’indagine che Franco Alfieri, già capo della segreteria politica di De Luca e suo consigliere con delega all’Agricultura, condivide con il suo eterno amico e sindaco di Agropoli Adamo Coppola. Un’attività inquirente scaturita anche grazie all’opera di incessante denuncia dei nostri attivisti e del nostro portavoce al Consiglio comunale di Agropoli». Secondo gli esponenti pentastellati «di fronte a un’accusa di questo tenore ci chiediamo cosa aspetti il Pd, che oggi ha tra i suoi massimi esponenti al Sud il capolista alle europee ed ex numero uno dell’Antimafia Roberti, a chiedere ad Alfieri di ritirare ad horas la sua candidatura. Quella stessa candidatura – concludono – battezzata in pompa magna in una cerimonia evento alla presenza del figlio di papà Piero De Luca».

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Inchiesta Agropoli, Alfieri: «Cielo sereno non teme tempesta»

di Luigi Martino

«Stamattina il mio studio legale ad Agropoli e la mia abitazione a Torchiara sono stati oggetto di una perquisizione da parte della Dia di Salerno. Mi dispiace che queste attività investigative abbiano luogo nel pieno della campagna elettorale. Nell’esprimere, come sempre, la mia piena fiducia nel lavoro della magistratura, vado avanti a testa alta perché la forza di un uomo è anche quella di reagire alle difficoltà e mettere ancora più energia e determinazione  nel lavoro quotidiano». Così Franco Alfieri (Pd), ex primo cittadino di Agropoli e candidato sindaco a Capaccio Paestum sul suo profilo Facebook, commenta l’inchiesta della Dda di Salerno, coordinata dal pm Montemurro. In alto al post campeggia la scritta: «Cielo sereno non teme tempesta».

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