Traffico internazionale farmaci antitumorali: 18 arresti

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Sono 18 gli arresti effettuati nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria, scattata in numerose province italiane giovedì 12 settembre, nei confronti di una ramificato sodalizio criminale dedito a furto, ricettazione e traffico internazionale di farmaci, principalmente oncologici e destinati a cure particolari, trafugati da strutture ospedaliere e magazzini farmaceutici dell`intero territorio nazionale.

Nella mattinata di ieri, i carabinieri del Nas di Cremona, a conclusione di una complessa indagine convenzionalmente denominata “Dawaa”, hanno dato esecuzione a 18 misure cautelari, di cui 14 custodiali e 4 restrittive (obbligo di presentazione alla P.G.), nonché a 34 decreti di perquisizioni, a carico di altrettanti soggetti indagati poiché coinvolti a vario titolo in un traffico internazionale di farmaci, principalmente oncologici, antivirali e destinati a cure particolari. Le sostanze medicinali, tutte caratterizzate da un elevato valore terapeutico e commerciale, costituiscono il provento di numerosi furti commessi tra il 2017 ed il 2018 in farmacie ospedaliere, aziende sanitarie territoriali e magazzini farmaceutici dell’intero territorio nazionale.

I provvedimenti, disposti dal gip del Tribunale di Cremona su richiesta del coordinatore delle attività di indagine, Sost. Procuratore della Repubblica di Cremona, dott.ssa. Ilaria Prette, sono state eseguite con l’impiego di un dispositivo costituito da 220 militari dei Nas e dell’Arma territoriale nelle province di Cremona, Lodi, Milano, Piacenza, Bologna, Napoli e Salerno.

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I destinatari delle misure, facenti parte di un’associazione a delinquere con base nel cremasco, sono riconducibili a varie componenti rappresentate da ladri, ricettatori, corrieri e piazzisti, i quali avevano posto in essere una fitta rete di commercio illegale di farmaci ad alto costo, tutti destinati al mercato estero.

Un parte del sodalizio si occupava di trafugare i medicinali dalle farmacie delle aziende sanitarie territoriali e ospedaliere pubbliche nonché dalle logistiche farmaceutiche, consegnandoli al primo livello di ricettatori costituiti da soggetti di origine campana che, a loro volta, li cedevano ad un ulteriore livello di gestione, a capo dell’intera organizzazione, ruolo svolto da due cittadini egiziani che si occupavano, grazie alla collaborazione di fiancheggiatori e corrieri, alle fasi di esportazione dei farmaci in Francia, Germania e soprattutto in Nord Africa e Medio Oriente, in particolare Egitto, Siria e Arabia Saudita. I medicinali esportati in spedizioni aeree tramite corrieri o passeggeri in partenza dall’Aeroporto di Milano Malpensa, giunti a destinazione, venivano presi in custodia dai complici che si occupavano della logistica di trasporto e collocazione presso magazzini locali o di recapito a privati come medici e pazienti facoltosi. Durante l’indagine sono state sequestrate 824 confezioni di medicinali per un ammontare complessivo, sulla scorta dell’elevato valore economico di ogni singola unità terapeutica, di quasi 4 milioni di euro. 

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