Tragedia Ciclope, sindaco risponde a parroco con parole Papa Francesco: «Rispedisco a mittente sentenze sommarie»

E la polemica non si placa più. Antonio Romano, sindaco di Camerota, risponde alle dichiarazioni di don Gianni Citro, parroco e organizzatore del Meeting del Mare, sulla morte di Crescenzo Della Ragione, il giovane napoletano di 27 anni morto schiacciato da un masso lunedì notte nella discoteca Il Ciclope. «Si strumentalizza il dolore di tutti per emettere sentenze sommarie gravide di livore». Lo ha detto il primo cittadino dopo che nei giorni scorsi il prete-rock di Marina di Camerota aveva diffidato gli indagati per omicidio che ricoprono incarichi istituzionali a partecipare a manifestazioni religiose, quali ad esempio le processioni, in forma ufficiale. Al centro della polemica, l’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco di Camerota, Romano, insieme ad altre tre persone, nell’indagine della procura della Repubblica di Vallo della Lucania relativa alla morte del giovane studente universitario. «Non comprendo – ha commentato il sindaco – quegli atteggiamenti che tendono, in questa tragedia, esclusivamente a ricavarsi spazi di visibilità, strumentalizzando il dolore di tutti per la perdita di una giovane vita, emettendo diffide e sentenze di condanna sommarie, gravide di livore. A costoro – continua – rispondo con le Parole di Papa Francesco: “Tuttavia, viviamo in tempi nei quali, tanto da alcuni settori della politica come da parte di alcuni mezzi di comunicazione, si incita talvolta alla violenza e alla vendetta, pubblica e privata, non solo contro quanti sono responsabili di aver commesso delitti, ma anche contro coloro sui quali ricade il sospetto, fondato o meno, di aver infranto la legge. Non si cercano soltanto capri espiatori che paghino con la loro libertà e con la loro vita per tutti i mali sociali, come era tipico nelle società primitive, ma oltre a ciò talvolta c’è la tendenza a costruire deliberatamente dei nemici. I meccanismi di formazione di queste immagini sono i medesimi che, a suo tempo, permisero l’espansione delle idee razziste”. Io – sottolinea il primo cittadino – per cultura, formazione ed educazione, non sono aduso ad emettere sentenze sommarie o diffide e non sono disponibile neppure a riceverne, rispedendole al mittente, invitando tutti a maggiore sobrietà».

Insieme al sindaco nel registro degli indagati compaiono i nomi di due tecnici di Caserta e di Raffaele Sacco, titolare della discoteca. Ieri, intorno a mezzogiorno, gli amici e i parenti hanno salutato per l’ultima volta Crescenzo nella chiesa di San Luca Evangelista a Varcaturo. Poche ore dopo la fine del funerale, il 27enne è stato ricordato anche dalle centinaia di giovani che affollavano il Ciclope Beach mentre in consolle c’era l’ex pornostar Eva Henger. Intanto le indagini proseguono. L’autopsia ha confermato che Crescenzo è morto schiacciato da un masso (che non si trova) caduto da un’altezza di circa 60 metri. «Ho sempre espresso piena fiducia nella Magistratura – ha continuato Romano parlando delle indagini –  e negli organi di polizia giudiziaria che stanno svolgendo le indagini, comunicando loro la mia totale collaborazione all’accertamento dei fatti. Ho anche compreso la notifica di un avviso di garanzia nei miei confronti, quale atto dovuto in questa prima fase, con animo sereno , consapevole che il corso delle indagini accerteranno la verità sulle responsabilità penali, nonché la totale estraneità penale del sindaco di Camerota».

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