Trentatré anni fa l’assassinio del professore Ruffili

di Redazione

di Giuseppe Amorelli – Avvocato

Il 16 aprile del 1988, a Forlì, viene assassinato, dalle Brigate Rosse, il prof. Roberto Ruffili. Il pensiero del professor Roberto Ruffilli è un patrimonio vivo, in grado di generare educazione, responsabilità civica, pluralismo e di richiamare l’importanza sul concetto di Patto di cittadinanza che era alla base della sua idea di riforma – Fu proprio Aldo Moro che più di tutti era stato in grado di capire come il sistema italiano fosse arrivato a un punto di svolta che richiedeva l’avvio di una «terza fase».

Questa tematica lo accompagnò per tutto il resto della sua esistenza, unendosi alla riscoperta del ‘compromesso costituzionale’. La sua visione era quella di chi riteneva che il problema principale fosse incentivare un ricambio di classe dirigente e che, di conseguenza, andasse favorita la promozione di una riforma della legge elettorale che si basasse, secondo una sua formula che ebbe discreta fortuna, sul «cittadino come arbitro». come scrisse a De Mita in una lettera del 26 giugno 1984, bisognava anche accettare l’ipotesi «di una sempre maggiore legittimazione del PCI come forza di governo alternativa alla D.C.

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