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U’ Zaccanu: storie di emigrazione dei Casellesi in Germania. Il documentario firmato Jepis Bottega

di Luigi Martino

Un documentario curato e girato da Giuseppe Rivello, in arte Jepis, voluto fortemente da Luigi De Felice, un grande amico della comunità di Caselle in Pittari, ed una persona chiave nello sviluppo del gemellaggio tra le comunità di Caselle e Gottmadingen. Con la complicità di Carmine Savino e figli Michele, Franca e Mariagrazia hanno iniziato a raccoglierne le immagini nei luoghi dove sorgeva “ù Zaccanu”.

Un luogo simbolo per le persone che da Caselle in Pittari, a partire dagli anni 60, si sono recati in Germania per trovare lavoro. In questo documentario alcuni dei casellesi che vi hanno vissuto ne raccontano gli ambienti, lo spirito, le attività, in una parola: la vita.

Le storie raccolte in questo documentario raccontano un dettaglio della storia Europea del ‘900, eppure lasciano una traccia universale, che racconta di quanto i processi migratori siano stati contrastati, ma anche culturalmente profondi. Il rapporto con i tedeschi, il legame profondo con la propria terra e la propria gente, la voglia di “chiudersi” proteggendosi. Il termine “Zaccanu” nel dialetto casalese ricorda proprio questo, il senso dello stagliarsi, di tracciare una linea di confine tra quello che è dentro e quello che è fuori. In un primo momento in senso negativo, visto come una voglia di chiusura, ha poi, nel tempo, trovato un senso nell’appartenenza ad esso.

Un condensato di emozioni da condividere per non dimenticare. Per riflettere su quanto l’emigrazione in Germania, ma anche in altre terre, abbia rappresentato per questa comunità, ma per tutto il meridione d’Italia una grande opportunità di scoperta del mondo, di appropriazione degli strumenti di emancipazione economica prima, culturale e sociale poi. É necessario raccontare storie come queste affinché i giovani sappiano!

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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