Usura, allarme delle fondazioni del sud «Variante più pericolosa è sempre la mafia»

di Pasquale Sorrentino

Sette fondazioni a associazioni antiusura del Sud hanno lanciato un ”grido di dolore”, un appello alle autorità in generale per chiedere di accelerare le azioni di sostegno alle imprese e alle famiglie piegate dalla crisi per un sostegno all’accesso al credito, soprattutto per prevenire il fenomeno. «Fate presto ma soprattutto fate, perché nei nostri territori la variante del covid esisteva già prima della pandemia e si chiama mafia, e della sua letalità l’economia del Sud ne conosce le conseguenze da tempo immemorabile», scrivono in una lettera aperta le Fondazioni antiusura Interesse Uomo di Potenza, Paulus di Pozzuoli (Napoli), Nashak di Teggiano (Salerno), San Matteo apostolo di Cassano allo Jonio (Cosenza), De Grisantis di Ugento (Lecce), Exodus 94 di Castellammare di Stabia (Napoli) e l’associazione antiusura Don Puglisi di Portici (Napoli).

«Negli ultimi cinque anni – scrivono – abbiamo realizzato circa 650 interventi di aiuto per un ammontare complessivo di quasi 8,5 milioni di euro. Famiglie nel 58% dei casi, ma anche piccoli imprenditori, lavoratori autonomi e commercianti. Gente che non riusciva più a sostenere il costo della vita (nel 43% dei casi), costretta ad affrontare spese sanitarie troppo elevate (15%) o che all’improvviso si è trovata senza un lavoro (27%) o anche drammaticamente ostaggio della dipendenza da gioco (9%)’».

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