Vaccini, Anci Campania: «Figliuolo riveda subito ripartizione»

di Luigi Martino

«Siamo di fronte alla ripresa del contagio in modo importante e diffuso in tutto il Paese, è trascorso un anno e siamo nuovamente alle prese con ulteriori chiusure diffuse sul territorio nazionale. Questa volta, però dobbiamo fare anche altro oltre alle chiusure: accelerare il processo di vaccinazione soprattutto verso le fasce deboli» dicono il presidente di Anci Campania, Carlo Marino e il delegato di Anci nell’Unità di Crisi regionale Stefano Pisani, che è anche coordinatore dei piccoli comuni campani dell’associazione.

I due esponenti di Anci Campania lanciano un appello al commissario Figliuolo: si riveda subito la ripartizione dei vaccini. «Non si può rimanere in silenzio, con la ripresa del contagio, di fronte all’amara statistica che ci presenta il report nazionale vaccini che vede consegnate oltre 6,5 milioni di dosi e solo 4,5 milioni somministrate. Ben 2 milioni di dosi sono in magazzino, ferme, in attesa di essere somministrate. Al netto delle scorte per la somministrazione della seconda dose è evidente che bisogna rivedere immediatamente la distribuzione delle dosi per accelerare la messa in sicurezza degli ultrasettantenni e delle fasce deboli. La Campania (terza per efficacia nell’attività di somministrazione) si trova di fronte al paradosso di aver ricevuto in proporzione meno dosi di Regioni, con un numero di abitanti simili, come Lazio o Veneto, e di essere penalizzata per essere tra le regioni più virtuose nelle attività di vaccinazione». «Noi sindaci e autorità sanitarie locali chiediamo che il neo commissario straordinario per l’Emergenza covid-19 – generale Figliuolo, riveda immediatamente la ripartizione dei vaccini tenendo conto della popolazione residente e anche della rapidità del processo di vaccinazione che come regione abbiamo messo in campo, non è il momento di fare scorte di magazzino, è il momento di fare presto così come abbiamo scelto di fare in Campania dove in molti casi i sindaci insieme con la Regione Campania e con le ASL stanno facendo la differenza» concludono Marino e Pisani. 

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