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Ancora pioggia, allagamenti e colture perse

di Federico Martino

riceviamo e pubblichiamo

foto archivio

La Sede CODACONS del Vallo di Diano esprime solidarietà per tutti coloro i quali, in questi giorni, stanno vivendo momenti difficili a causa dello straripamento del fiume Tanagro.

Detto questo, dobbiamo parlare del vezzo di occupare le campagne e i pantani con costruzioni di vario tipo. Si parte dall’isola ecologica di Sala Consilina e dal canile comprensoriale. Mai definizione più appropriata per un’isola ecologica poteva apparire stamattina all’alba a chi avesse volto lo sguardo verso la vallata: cemento in mezzo a un lago d’acqua. Era un’opera da fare, certo. Il vero problema, tuttavia, è l’attiguo canile comprensoriale. Per fortuna (è il caso di dirlo!) questa ennesima opera faraonica non è stata ancora completata. Eh sì! Perché se il canile fosse stato oggi in funzione e se avesse ospitato i tanti cani randagi del comprensorio, le povere bestiole non sarebbero sopravvissute all’allagamento. Piogge torrenziali inaspettate, si dirà. Certo. Ma proprio per questi eventi furono costruiti canali e altre derivazioni minori (oggi pressocché abbandonati al loro destino) nelle opere di bonifica del Vallo di Diano con le braccia e il cervello dei nostri avi.  

Un tempo le braccia e il cervello venivano utilizzati bene: si coltivavano le campagne e non si edificava nei pantani. La zona di pregio ambientale, definita “Areale della cicogna” nella Carta di Destinazione d’uso del Territorio – redatta e approvata nel 2003 dalla Comunità Montana del Vallo di Diano – è sita in località Pantano di Teggiano. Oggi è allagata. Qualcuno si sarà chiesto da dove deriva il toponimo? Eppure là vi sorge (si fa per dire!) una zona industriale. Una seconda area di pregio ambientale, il “Boschetto paleo-palustre” (una palude arborea nei mesi autunali e invernali) ospita la zona industriale di Sassano. Cervello e braccia, braccia e cervello: finanche le funzioni degli organi del corpo umano sono ormai sconvolti! Nessuno ne prova vergogna: le istituzioni si sono voltate e ancora si voltano dall’altra parte e la stampa “ufficiale” (quella farisaica, per intenderci) ospita con favore i proclami di chi annuncia la costruzione delle zone industriali nella vallata.

Ssssssssssssssss… facciamo silenzio anche noi e non disturbiamo il manovratore di turno… Ma intanto continua a piovere e ogni parola in più, in questa valle allagata, potrebbe anche essere di troppo. 





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