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Sono vivi per miracolo i sei operai della fabbrica esplosa ieri

di Federico Martino

 

Sono vivi per miracolo i sei operai della fabbrica di fuochi di artificio esplosa ieri pomeriggio a Vatolla, frazione del Comune di Perdifumo. Al momento dello scoppio i sei erano impegnati nella lavorazione di polveri pirotecniche all’interno dell’essiccatoio, un ambiente predisposto ad accogliere le polveri in arrivo. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, gli operai, tra i quali il titolare dell’azienda, Carlo Di Muoio, si sarebbero accorti che qualcosa non andava in seguito al fumo sprigionato da una delle sostanze chimiche impiegate. Pochi istanti, il tempo di fuggire all’esterno dell’ essiccatoio, e l’esplosione, violentissima, che ha raso al suolo l’ intera fabbrica, scagliando una pioggia di detriti a centinaia di metri di distanza. Tutti e sei gli operai sono rimasti illesi, subito soccorsi dalle ambulanze del 118, dai vigili del fuoco e dai carabinieri della Compagnia di Agropoli. L’onda d’urto ha mandato in frantumi i vetri delle case distanti centinaia di metri, mentre l’ esplosione si e’ udita a decine di chilometri di distanza. La fabbrica, a conduzione familiare, e’ nota in tutto il Cilento, e da oltre 50 anni produce fuochi d’artificio che distribuisce nell’intero Mezzogiorno d’ Italia. Ora non restano che cumuli di macerie, e la consapevolezza che poteva andare molto peggio. ”Grazie a Dio non piangiamo nessuno – ha detto il fratello del titolare della fabbrica, Giuseppe Di Muoio – Le polveri erano giunte questa mattina. Forse ve n’era qualcuna difettosa. I danni? Incalcolabili. Speriamo di riaprire i battenti, prima o poi”. Tra gli operai coinvolti, vi era anche il figlio del vicesindaco di Perdifumo, Mauro Malandrino, da circa sette anni impegnato a tempo pieno nella fabbricazione dei fuochi. ”Quando ho avuto la notizia ho temuto il peggio. – ha commentato il padre, il vicesindaco Giuseppe Malandrino – Tante volte ho provato a dissuaderlo, ma la passione e’ troppo forte”. Tanta la gente che si e’ riversata in strada dopo la deflagrazione. E tutti sono andati col pensiero a quella fabbrica che sorge in via ”Franco Corvo”, la strada intitolata ad un operaio della ditta morto dieci anni fa durante una esibizione in un paesino non lontano da Vatolla, ucciso da una scheggia di mortaio. ”Ma e’ la prima volta, in oltre 50 anni di attivita’, che all’interno della fabbrica si registra un incidente – aggiunge il sindaco di Perdifumo, Francesco Pecora – Dobbiamo dire grazie alla fortuna, ma anche all’ esperienza degli operai, che hanno letto in anticipo quanto si stava verificando.”. Ora la vicenda e’ sul tavolo del sostituto procuratore della procura della repubblica di Vallo della Lucania Renato Martuscelli, che dovra’ chiarire la dinamica dell’incidente e le possibili cause. Intanto, l’area dell’esplosione e’ stata sequestrata ed e’ controllata a vista dalle squadre dei vigili del fuoco. E’ possibile, infatti, che i fuochi pirotecnici continuino a illuminare il cielo nelle prossime 24 ore.

 

fonte: ANSA

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