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Vendemmia sotto scacco dei cinghiali, Coldiretti: «10-15% del raccolto in meno»

di Pasquale Sorrentino

Parte la vendemmia con l’incognita cinghiali. I grappoli stanno arrivando a maturazione in tutta la provincia – conferma Coldiretti Salerno – ma quest’anno c’è una difficoltà in più. Gli agricoltori, oltre a fare i conti con un’estate di grande siccità, si ritrovano a difendere i vigneti dai cinghiali.

«Riceviamo quotidianamente segnalazioni da parte dei nostri viticoltori – spiega il direttore di Coldiretti Salerno Enzo Tropiano – mediamente la perdita è del 10-15% del raccolto a pochi giorni dalla vendemmia, a causa dei raid dei branchi di cinghiali. Per la viticoltura, l’abnorme presenza degli ungulati, che nella sola provincia di Salerno è di un esemplare ogni tre abitanti, è una iattura che colpisce il settore e pesa sui redditi delle aziende. La vendemmia è cominciata e partiamo con un danno di base tra il 10 e il 15%. Su 500 quintali di uva diventa un dato insostenibile che si va ad aggiungere alle perdite degli anni passati con molti agricoltori che hanno abbandonato i terreni perché scoraggiati dai danni».

Coldiretti chiede da tempo che le Regioni si coordinino strettamente con lo Stato e operino in modo risoluto per attuare le misure previste per il controllo e il contenimento dei cinghiali. Nel luglio scorso, il presidente di Coldiretti Vito Busillo consegnò un documento al Prefetto di Salerno in cui si fissavano le possibili priorità di intervento. Coldiretti, tra l’altro, sollecita un’attività di coordinamento delle azioni di contenimento e prelievo di competenza della polizia municipale e provinciale; la delega delle attività a cacciatori abilitati iscritti all’apposito registro regionale, un calendario venatorio allargato fino a comprendere i mesi che vanno da settembre a gennaio e la regia complessiva affidata al prefetto in quanto «competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza».

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