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Qui si rischia di morire intrappolati come i topi. Vittime dell’inefficienza dello stato e dei politici

di Maurizio Troccoli

di Maurizio Troccoli

Si aspettava che accadesse il peggio. E’ il peggio è accaduto. Ci sono rare occasioni nelle quali ci si spoglia dei panni del cronista e si indossano quelli dell’indignazione. Di parte sì. Senza nessun infingimento. Dalla parte dei più deboli, dalla parte di chi è disarmato. Dalla parte della famiglia del giovane Marco che, ci auguriamo tornerà presto in mezzo a noi, che però oggi guardano allo stato con gli occhi di chi si è sentito completamente abbandonato. Dopo un incidente con un ciclomotore Marco giaceva sulla strada, “perdeva tanto sangue”, mentre i soccorritori e i cittadini dovevano inventarsi qualcosa per fare quello che lo stato e la politica non è stato in grado di garantire: la sicurezza di una comunità intera, messa a rischio dal blocco di una strada, causato da una frana, che ormai da circa 15 giorni ha trasformato la comunità di Marina di Camerota in una trappola  per topi. Una giovane vita distesa sull’asfalto rischia la morte tra il silenzio e l’inoperosità responsabile dello stato che ancora una volta ha perso l’occasione per dimostrare la propria indispensabile ed insostituibile presenza. Eppure in questi giorni sono stati buttati fiumi di inchiostro per denunciare l’isolamento. I giovani di questa zona per andare a scuola si svegliano alle prime luci dell’alba e non sono state rare le occasioni nelle quali hanno dovuto lasciare l’autobus al di qua del guado, attraversare la zona franata sotto la minaccia di enormi massi, a piedi, e riprendere un altro autobus dall’altro lato del guado. E questo è solo uno degli scatti di un album fotografico da conservare negli archivi della vergogna. L’ultimo, sicuramente non per ordine di importanza, è quello di ieri che vede il corpo di un giovane di Marina di Camerota esangue che nel silenzio di uno stato comatoso urla aiuto, mentre i soccorsi appaiono impossibili a causa di quella maledetta strada bloccata. Oggi la vita di Marco è appesa alla speranza. Giunto con evidente ritardo all’ospedale si è fatto “tutto quel che si è potuto” ora bisogna attendere l’evoluzione della prognosi. Ma è mai possibile che le sorti di una comunità in questo sud dimenticato, o meglio: ricordato solo durante le campagne elettorali, debbano essere affidate alla meritevole coscienza civica e professionale di qualche cittadino e di due medici che si assumono sulle loro spalle la responsabilità di salvare una vita umana, con mezzi di fortuna e con una strategia, l’unica possibile, che farebbe invidia a paesi come il Burundi? A quanto è dato sapere l’ambulanza è arrivata tempestivamente, poi quel viaggio sarebbe stato interrotto “dall’annunciato arrivo dell’elisoccorso” che poi sarebbe stato a sua volta interrotto dal vento, mettendo in questo modo i soccorritori nelle condizioni di farsi carico dell’emergenza, immaginando un trasporto a due tempi: l’uno fino alla frana, che si sarebbe dovuto interrompere anche questo da un trasporto a mano lungo il guado, l’altro dal capo opposto, fino all’ospedale. Ma neppure questa strategia è potuta andare in porto, a causa del divieto dell’autorità medica che non può derogare ad un divieto ed autorizzare il personale medico all’ attraversamento di un tratto pericoloso. Quindi l’ambulanza che avrebbe dovuto caricare il giovane dall’altro lato della frana, ha fatto dietrofront rispetto al piano appena approntato, ed ha percorso la strada secondaria che, attraverso il Ciglioto, circumnavigando mezzo comune di Camerota, è arrivata al porto di Marina, per caricare il giovane e tasportarlo fino all’ospedale, percorrendo nuovamente il Ciglioto, a ritroso, impiegando i tempi biblici, noti a chiunque conosca questi territori. Questo giornale ringrazia apertamente il personale medico: Giulio Cosenza e Ciro Saturno, ma si indigna nei confronti dei politici, di maggioranza e di opposizione di questo comune. Si indigna verso tutti gli enti sovracomunali per i colpevoli ritardi. A cosa aspetta il questore per intervenire? Dove sono i consiglieri provinciali di maggioranza e di opposizione che si sono precipitati in questo territorio a chiedere i voti in campagna elettorale? Dove è il presidente Cirielli? Dove sono i parlamentari del Salernitano? Perchè non hanno chiesto una interrogazione parlamentare sull’isolamento di una intera comunità che vede minacciate le vite di tutti i suoi cittadini. E non si dica che non si è fatto d tutto per portare all’attenzione di tutti un disagio che altrove avrebbe allarmato la protezione civile nazionale. Dopo appena due ore dal blocco della strada è stata convocata una riunione al cinema Bolivar di Marina di Camerota per fare il punto sulla questione. I politici presenti si contavano sulle dita di una mano. Tra questi, va detto, c’era il sindaco di Camerota. Ebbene perchè i politici di maggioranza e di opposizione non hanno colto al volo l’occasione per aprire un tavolo di lavoro comune sull’emergenza? A cosa credono che serva la politica se poi è assente nei momenti in cui i cittadini hanno bisogno del loro impegno. Vergognatevi tutti. Se foste stati convocati per pure polemiche di fazione chi scrive è certo che sareste stati tutti presenti. Oggi si dirà che questo editoriale è qualunquista, vuole strumentalizzare un fatto che colpisce tutti per farne polemica politica. Bene se vale a mettere una toppa sulle vostre coscienze, quelle di tutti voi: dai consiglieri comunali, fino a quelli provinciali, regionali, fino alle istituzioni rappresentanti del governo nel territorio, fino ai parlamentari eletti in questo collegio, fatelo pure. La libertà di una  riflessione trasparente non sarà sicuramente messa in discussione da atteggiamenti opportunistici di chi nell’indisponibilità  e inefficienza dimostrata sull’impegno politico, si mostri poi disponibile a fare vedere la guancia rossa per lo schiaffo ricevuto. E’ uno schiaffo indignato. Che simbolicamente rivolgerei volentieri ad una grande parte di questa comunità addormentata e supina. Marco non è solo vittima della strada, ma vittima dei ritardi e dell’inefficienza dello stato. Marco è in coma farmacologico per un incidente. I nostri politici e i rappresentanti dello stato sul nostro territorio, sono in coma farmacologico volontario. Marco si sveglierà. Per gli altri sembra non ci sia speranza.

Segue lettera dell’editore Mario Scarpitta

Questa lettera è stata scritta una settimana fa. Non è stata pubblicata con la speranza che nel frattempo qualcosa accadesse per risolvere il problema del blocco della strada. La proponiamo ai lettori oggi, come un contributo di riflessione



Stiamo assistendo a qualcosa che definire imbarazzante appare più come un minimizzare l’importanza del caso, che non fotografare uno stato d’animo. Anche pronunciare la parola ‘isolamento’ non credo rendi appieno l’idea di quanto si stia consumando sopra le nostre teste e sopra i diritti di ogni cittadino degno di questo nome. E’ ‘semplicemente vergognoso che il comune di Camerota sia diventato un’isola irraggiungibile, se non attraverso un evidente rischio che ci stiamo assumendo ogni giorno nell’attraversare un pezzo di strada che potrebbe risultare fatale per noi e per i nostri figli. E’ vergognoso il silenzio delle istituzioni come quelle della Regione e della Provincia. E’ vergognoso il silenzio colpevole degli amministratori comunali di Camerota, quelli della maggioranza e quelli dell’opposizione che, ancora una volta hanno perso una buona occasione per fare politica, quella dalla ‘p’ maiuscola che vuole i rappresentanti dei cittadini in campo, a difesa dei diritti essenziali della propria popolazione. E’ vergognoso il silenzio degli organi di informazione che tutte le mattine non raccontano ai cilentani, ai campani e agli italiani, il fatto che i nostri giovani, per andare a scuola, prendono un autobus alle prime ore dell’alba, per poi scendere in prossimità di quella maledetta frana che da giorni ci tiene prigionieri, per poi attraversare a piedi il tratto di strada bloccato, rischiando in prima persona perché costretti a camminare sotto le tonnellate di macigni a rischio di caduta, e riprendere, poco dopo un altro autobus, dall’altro lato del guado. Perché non c’è alternativo al rischio nè da questa parte nè da nessun altro percorso alternativo. E’ vergognoso il silenzio dei cittadini, come è vergognoso il silenzio delle coscienze di ognuno rispetto ad un fatto che, altrove, farebbe smobilitare il mondo intero. Per chi non se ne fosse accorto, da qualche giorno alcuni massi sono caduti sulla strada che porta a Camerota, bloccando ogni via di comunicazione e mettendo in pericolo i numerosi cittadini che nient’altro possono fare se non affrontare il pericolo di rimanere sotto le pietre, per far fronte ad ogni minima necessità che riguarda la loro quotidianità. Da giorni sono sul posto alcuni arrampicatori professionisti che picchettano la zona e ci offrono bollini neri di pericolo che, sempre altrove, farebbero scattare allarmi a noi inimmaginabili. Neppure il loro intervento sembra, a questo punto, utile ad immaginare una soluzione del problema. Come non lo sembra la denuncia lanciata da alcuni imprenditori che in queste ore stanno vedendo limitare drasticamente le proprie attività a causa del blocco della strada. Si è parlato a lungo di un tratto alternativo, quello conosciuto come il ‘Ciglioto’, da percorrere per ovviare al pericolo. Ma anche questa proposta appare come una ulteriore beffa che si aggiunge al danno. La strada del ‘Ciglioto’, ovvero quella che si arrampica fino a Licusati per poi introdurre alla strada che conduce a Camerota e, finalmente a Marina, è pericolosa almeno quanto quella bloccata dalla frana. In queste ore ci viene riferito che bisognerebbe fare esplodere delle mine e fare brillare la massicciata per poterci soltanto avvicinare ad una situazione che potrebbe definirsi fuori pericolo. Fare brillare quindi tonnellate e tonnellate di massi che oggi sono sull’orlo del precipizio a minacciare l’incolumità di tutti, ogni minuto che passa. Mentre noi siamo costretti a mandare i nostri figli sotto una più che probabile valanga di massi che potrebbe determinare una tragedia dagli effetti più che prevedibili. Poi si dirà tragedia annunciata. Abbiamo organizzato incontri con la popolazione, abbiamo creato un pool presso l’amministrazione comunale per monitorare lo sviluppo della vicenda, abbiamo interpellato le istituzioni sovracomunali, abbiamo denunciato a voce alta la prigionia di una popolazione intera. Mi chiedo dove sia la Provincia e chi l’amministra, dove è la Regione ed i suoi responsabili, dove sono i nostri politici locali, dove è la coscienza civica dei cittadini, dove sono le telecamere dei media nazionali che non accendono i riflettori sui nostri ragazzi che ogni mattina mettono a rischio la propria vita per il semplice diritto di andare a scuola. Staranno mica aspettando di commentare tragiche cronache, che non sembrano volere evitare?
































 

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